2.4 Somministrazione di acqua (a edificio o fondo agricolo)

cte o r a o. e di ti e 7 oi o a ri al d e o n ri i. a il a sa lel rodi o STIME RELATIVE ALLE SERVIT PREDIALI M 243 2.4 Somministrazione di acqua (a edificio o fondo agricolo) e derivazione di acque. Se a una casa e alle sue pertinenze manca l acqua per usi alimentari (per gli uomini e per gli animali) o per l irrigazione e sia difficile procurarla senza troppo dispendio, il proprietario del fondo vicino deve consentire che sia dedotta l acqua di sopravanzo nella misura indispensabile per le necessità anzidette (art. 1049). L indennità da pagare sarà quella stabilita per l acquedotto, cui andranno aggiunti: il costo per l acqua derivata calcolato per una annualità (nel caso in cui il fornitore dell acqua sia un privato); i costi per le opere di presa e derivazione. A chi abbia diritto alla derivazione di acque è data la possibilità di porre una chiusa sulle sponde; dovrà però farsi carico dal pagamento di un indennità e della manutenzione delle opere al fine di evitare qualsiasi danno ad altri fondi (artt. 1047 e 1048). 2.5 Elettrodotto coattivo. Il codice civile, agli artt. 1056 e 1057, stabilisce che ogni proprietario è tenuto a dar passaggio per i suoi fondi alle condutture elettriche e alle vie funicolari. Le modalità per la costituzione della servitù di elettrodotto sono definite in dettaglio dalla legge 11 dicembre 1933, n. 1775. La medesima legge, all art. 123, ha definito i criteri per la determinazione dell indennità da corrispondere al fondo servente. I. Al proprietario del fondo servente è dovuta una indennità la quale deve essere determinata tenendo conto della diminuzione di valore che per la servitù subiscono il suolo e il fabbricato in tutto od in parte. Tale indennità è corrisposta prima che siano intrapresi i lavori d imposizione della servitù. L aggravio causato dalla servitù va considerato nelle condizioni di massimo sviluppo previsto per l impianto. II. Il valore dell immobile gravato dalla servitù è computato nello stato in cui esso trovasi all atto dell occupazione e senza detrazione per qualsiasi carico che lo colpisca e col soprappiù del quinto. III. In ogni caso, per l area su cui si proiettano i conduttori, viene corrisposto un quarto del valore della parte strettamente necessaria al transito per il servizio delle condutture, e per le aree occupate dai basamenti dei sostegni delle condutture aeree o da cabine o costruzioni di qualsiasi genere, aumentate, ove occorra, da un adeguata zona di rispetto, deve essere corrisposto il valore totale. IV. Cessando l uso pel quale fu imposta la servitù, tali aree ritorneranno gratuitamente nella piena disponibilità del proprietario. V. Al proprietario debbono inoltre essere risarciti i danni prodotti durante la costruzione della linea, anche per le necessarie occupazioni temporanee. VI. Del pari debbono essere risarciti i danni prodotti col servizio della conduttura elettrica, esclusi quelli derivanti dal normale e regolare esercizio della conduttura stessa. VII. Nell atto col quale si fissa l indennità prevista al presente articolo debbono essere determinati l area delle zone soggette a servitù d elettrodotto e il numero degli appoggi e dei conduttori . Il testo per certi versi è da considerarsi contraddittorio poiché non risulta chiaro se l indennità vada calcolata in base alle indicazioni del primo comma (perdita di valore del fondo asservito o del fabbricato) o del terzo comma (un quarto del valore venale dell area sottostante le condutture e valore venale complessivo dei terreni occupati dai basamenti, cabine, ed eventuali fasce di rispetto). Inoltre, l art. 123 non chiarisce se il primo comma vada applicato alla riduzione di valore del fondo o del fabbricato nel suo complesso o alla sola striscia sottostante i cavi. M04_Stime_Legali.indd 243 M 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini