3.2 Bilancio contabile e bilancio economico

o à ao, ei a- BILANCIO DELL IMPRESA AGRARIA Conto economico Rimanenze iniziali Ricavi Anticipazioni colturali iniziali Rimanenze finali Costi Anticipazioni colturali finali Utile (Perdita) M 25 Stato patrimoniale Rimanenze finali Anticipazioni colturali finali Cassa, Banca, ecc. Crediti Immobilizzazioni (Perdita) Debiti Fondi rischio Fondi ammortamento Capitale netto Utile e i, ri ù e o, à eli tei i e e e o oe li o li o- r- di a Sotto un altro profilo la redazione di un bilancio di chiusura di esercizio consiste, sostanzialmente, nella separazione tra i valori che sono di competenza del periodo di esercizio considerato e quelli che, invece, devono essere sospesi in quanto di competenza di esercizi futuri. I valori di competenza dell esercizio vanno a costituire il Conto economico. Mentre alcune voci di costo per loro stessa natura non possono essere accantonate (sospese) per il futuro (costo per i servizi, per il personale, oneri finanziari e tributari), tra i fattori produttivi acquistati devono essere isolati quelli realmente utilizzati nel periodo considerato: le materie prime che sono entrate effettivamente nel ciclo produttivo e il costo per l utilizzazione dei fattori fissi che saranno utilizzati anche in futuro (ammortamento). Anche tra i ricavi devono essere isolati quelli di competenza, depurandoli dalla parte che, pur essendo stata registrata nel periodo considerato, compete ad altri esercizi: per esempio il valore delle vendite di prodotti che erano già in magazzino all inizio dell esercizio, ma i cui costi di produzione erano stati sostenuti in precedenza. Allo stesso modo deve essere registrata, come una sorta di ricavo atipico, la produzione realizzata nell esercizio e non ancora venduta. Tutti i valori che non sono di competenza dell esercizio vengono sospesi e annotati nello Stato patrimoniale, che costituisce la versione iniziale dei valori aziendali che, nel corso dell esercizio successivo, verrà di volta in volta aggiornata con nuove annotazioni. Il bilanciamento delle fonti e degli impieghi nello Stato patrimoniale permette di individuare il risultato d esercizio che verrà registrato tra le fonti di finanziamento nel caso sia positivo (utile) e tra gli impieghi nel caso sia negativo (perdita). La suddivisione dei valori aziendali nei due prospetti relativi al Conto economico e allo Stato patrimoniale può essere anche interpretata come una classificazione dei valori aziendali in valori che rappresentano un flusso e valori che rappresentano uno stock. Nel Conto economico, infatti, si registrano valori riferiti a un intervallo di tempo (l esercizio), mentre nello Stato patrimoniale si registrano valori riferiti a una data precisa (corrispondente alla chiusura del bilancio). M 3.2 Bilancio contabile e bilancio economico 3.2.1 Bilancio contabile. Le rilevazioni contabili registrano solo le operazioni che modificano i valori aziendali classificati come fonte di finanziamento e come modalità di impiego. Questo comporta una definizione del risultato economico che rispecchia i limiti imposti dalle regole seguite nella rilevazione. Risulta, a tal fine, utile riorganizzare il Conto economico suddividendo i costi in costi per i fattori produttivi esterni all azienda e quelli per i fattori produttivi interni all azienda. Mentre il costo dei fattori produttivi esterni comprende l utilizzazione di materie prime e servizi per la realizzazione del M01_1_Economia_Agraria.indd 25 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini