2.10 Enfiteusi

M 250 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIME LEGALI 2.10 Enfiteusi. Il diritto di enfiteusi, regolato dagli artt. 957 e ss. C.C., è un diritto reale di godimento sulla cosa altrui, che costituisce in capo all enfiteuta gli stessi diritti che avrebbe il proprietario, nonché il diritto di trasferire l enfiteusi stessa a terzi, per atto tra vivi o per atto di ultima volontà (cfr. l art. 965 C.C.), a fronte dell obbligo di migliorare il fondo, di pagare il canone, nonché di pagare le imposte e gli altri pesi che gravano sul fondo (cfr. art. 964 C.C.). In base all art. 1077 l enfiteuta ha anche il diritto di costituire servitù a carico o a favore del fondo enfiteutico; in caso di cessazione dell enfiteusi, le servitù a carico del fondo si estinguono, mentre di quelle a favore beneficia il proprietario a seguito della consolidazione del diritto di proprietà. II concedente del diritto di enfiteusi, che può essere anche una persona giuridica (ex art. 977 C.C.) ha il diritto di veder migliorato il fondo e di ricevere un canone che può essere pattuito sotto forma di denaro o in natura (cfr. artt. 959 e 960 C.C.). L art. 969 stabilisce, inoltre, in favore del concedente il diritto di ricognizione dell enfiteusi un anno prima del compimento del ventennio (ciò al fine di evitare l usucapione). Si discute sulla natura giuridica dell atto di ricognizione che, secondo la prevalente dottrina, costituisce un atto di riconoscimento con valenza puramente probatoria e non negoziale; ove, nell atto di riconoscimento, sia trascritto il titolo, si potrebbe versare in un ipotesi di riproduzione o di rinnovazione dell atto costitutivo. L enfiteusi si costituisce con contratto, per donazione, per testamento o per usucapione; come già detto il diritto di enfiteusi può essere trasferito a titolo oneroso. Tra i diritti essenziali che spettano all enfiteuta vi è il diritto all affrancazione dell enfiteusi. Con l affrancazione l enfiteuta, infatti, pagando una somma risultante dalla capitalizzazione del canone annuo e pari, secondo l art. 10 della l. n. 1138 del 18/12/1970, a 15 volte l ammontare del canone stesso, diventa proprietario del fondo enfiteutico. Deve sottolinearsi che il diritto all affrancazione dell enfiteusi può essere fatto valere solo con domanda giudiziale, anche se gli effetti della sentenza retroagiscono al momento della proposizione della domanda. Il diritto all affrancazione dell enfiteusi prevale sul diritto alla devoluzione del fondo, cioè sul diritto del proprietario del fondo di chiederne la restituzione allorché l enfiteuta non apporti i dovuti miglioramenti al fondo enfiteutico ovvero ometta di pagare due annualità di canone. Nel giudizio per la devoluzione del fondo da parte del proprietario, l enfiteuta potrà evitare le conseguenze della devoluzione stessa alternativamente sanando la morosità prima della conclusione del giudizio di primo grado ovvero domandando l affrancazione dell enfiteusi (cfr. gli artt. 971 e 972 C.C.). Il diritto di enfiteusi si estingue a seguito di affrancazione di devoluzione, in caso di non uso ventennale per prescrizione (art. 970 C.C.), per consolidazione nel caso di riunione nella stessa persona delle situazioni soggettive di concedente e di enfiteuta, per rinuncia, per scadenza del termine, in caso di perimento del fondo ovvero in caso di risoluzione del contratto. Con l estinzione del diritto d enfiteusi, l enfiteuta ha l obbligo di riconsegnare il fondo e il diritto di ricevere, in relazione ai miglioramenti apportati al fondo, il rimborso dei miglioramenti stessi nella misura del maggior valore del fondo al momento della riconsegna (stima in base al migliorato). Per quel che concerne le addizioni che costituiscono miglioramenti, qualora esse siano separabili e il proprietario intenda trattenerle, dovrà corrispondere il valore delle stesse; qualora invece non siano separabili dovrà corrispondere il maggior valore del fondo (cfr. art. 975 C.C.). M04_Stime_Legali.indd 250 5/31/18 11:10 AM 2 d te d fr le d p M.4 3 3 p te s g n s a b c 3 r e u s c c li c fa e s p m 3 z E ti le le

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini