SEZIONE M

M 254 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIME LEGALI agricola. Per completare la situazione, a tutt oggi si riportano alcuni interventi della Corte di Cassazione relativi agli ultimi anni. Un area va considerata edificabile se, e per il solo fatto che, come tale risulti classificata al momento dell apposizione del vincolo espropriativo dagli strumenti urbanistici secondo un criterio di autosufficienza e prevalenza dell edificabilità legale (Cass. SU 172/2001 e poi 13115/2004). Cass. 3116/2005 chiarisce: L accertamento delle possibilità legali ed effettive di edificazione di un area ai fini della determinazione dell indennità di esproprio va effettuato tenendo conto non solo della destinazione attribuita all area dal piano regolatore generale o dal piano di fabbricazione, ma anche delle variabili apportate in sede di zonizzazione del territorio da strumenti urbanistici generali . L edificabilità non si riduce a quella residenziale abitativa, ma comprende tutte le trasformazioni del suolo non precluse all iniziativa privata, ivi comprese le aree destinate a parcheggi e infrastrutture (Cass. 9683/2000; Cass. 125/2001 SU; Cass. 10899/2004; Cass. 21011/2006). Cass. 20408/2006 afferma: Ai fini della determinazione dell indennità di espropriazione, va considerato edificabile un terreno inserito dallo strumento generale (nella specie, piano di fabbricazione) in zona destinata a insediamenti industriali, non essendo necessaria una specifica destinazione conferita da uno strumento attuativo, e restando irrilevante che, all interno della zona, il terreno possa essere destinato a servizi (nella specie, ad opere di viabilità interna), in virtù di prescrizioni di carattere preespropriativo, rapportandosi in tal caso la valutazione alle aree comprese nella zona . L edificabilità di fatto concorre invece a determinare l indennizzo, una volta che sia stata determinata l edificabilità legale: la mancata effettiva possibilità di edificare (insufficiente dimensione, indici di fabbricabilità esauriti) non incide sulla qualificazione dell area, ma può incidere soltanto sulla riduzione del valore di esproprio (Cass. 1026/2004). Il d.lgs. n. 133 del 12/9/2014, detto Sblocca Italia , coordinato con la legge di conversione (legge n. 164 dell 11/9/2014), recante misure urgenti per l apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, l emergenza del dissesto idrogeologico e la ripresa delle attività produttive, regolamenta la materia espropri con l art. 35 (... l espletamento delle procedure di esproprio per pubblica utilità sono ridotte alla metà) e con l art. 38 (... modifica del vincolo preordinato all esproprio). La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 71 del 30/04/2015, spiega in modo chiaro e puntuale le molteplici applicazioni dell articolo 42 bis del TU. La rivalutazione del bene. Non è più necessario effettuare la rivalutazione del bene oggetto dell acquisizione da parte della Pubblica Amministrazione. Il comma 1 dell art. 42 bis, attribuisce al proprietario del bene oggetto dell acquisizione sanante, un indennizzo pari al valore venale del bene al momento in cui viene emesso il provvedimento di acquisizione, cioè a prezzi correnti e, pertanto, la determinazione del valore venale rende non necessario effettuare la rivalutazione del valore del bene all attualità. 3 u L indennizzo proposto era inferiore a quello spettante nei casi di espropriazione legittima. Il comma 1 dell art. 42 bis stabilisce: Spetta al proprietario un indenniz- c zo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest ultimo forfettariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene . Quindi, rispetto alla liquidazione di un ordinario procedimento espropriativo, viene corrisposto al proprietario un indennizzo, per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, del 10% sul valore venale del bene, senza la necessità di una dimostrazione che tale danno si 2 3 4 M04_Stime_Legali.indd 254 5/31/18 11:10 AM s p d in 2 L 4 b a v p 5 c il v s p in d c 3 a a r m c 1

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini