3.2 Competenza e fasi del procedimento di esproprio

a ici U e ae 4; a e . a ia). di ei i5 a o e t. no e - ze o o% si ESPROPRIAZIONI PER PUBBLICA UTILIT M 255 sia effettivamente verificato, e quindi non solo il bene oggetto dell acquisizione viene pagato a prezzo di mercato, ma subisce un ulteriore incremento del 10% non previsto dall art. 43 dichiarato anticostituzionale. Inoltre, rileva la Corte che l art. 42 bis rende inapplicabile il 1° comma dell art. 37 del TU escludendo, pertanto, la riduzione del 25% prevista per le espropriazioni finalizzate a interventi di riforma economico-sociale. La stima differenziale. L art. 42 bis non esclude la stima differenziale prevista dall art. 40 della l. 2359 del 25/6/1865, ma la contempla. Infatti, il comma 1 dell art. 42 bis, basandosi il valore del bene da indennizzare sul valore venale, consente di ricondurre al suo interno (valore venale) qualunque sistema di calcolo per l individuazione di tale valore includendovi le colture effettivamente praticate, i soprassuoli ed eventuali deprezzamenti dei suoli residui (art. 33 del TU). La percentuale per l indennità di occupazione era inferiore a quanto previsto dall art. 50 del TU. Nonostante l indennità di occupazione illegittima sia calcolata con una percentuale inferiore a quanto previsto nel caso di un processo espropriativo legittimo, il comma 3 dell art. 42 bis contiene una clausola di salvaguardia in base alla quale viene fatta salva la prova di una diversa entità del danno . Pertanto, non viene esclusa una percentuale di danno maggiore ma in questo caso (contrariamente a quanto previsto dal 1° comma dell art. 42 bis in cui si riporta che spetta al proprietario un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale pari al 10%, da non dimostrare) il maggior danno dovuto come indennità di occupazione, rispetto alla percentuale prevista, deve essere dimostrato. 3.2 Competenza e fasi del procedimento di esproprio. L autorità competente alla realizzazione di un opera pubblica o di pubblica utilità è anche competente riguardo all emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si renda necessario. In particolare, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri Enti pubblici attribuiscono i relativi poteri a un apposito Ufficio per le espropriazioni, cui è demandato ogni provvedimento del processo espropriativo. I Comuni rappresentano i maggiori promotori di processi espropriativi nell ambito del territorio urbano. Ciascun Comune può espropriare: le aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in contrasto con la destinazione di zona o abbiano carattere provvisorio, per consentire l attuazione del PRG nelle zone di espansione; l immobile al quale è consentita l aggregazione di un reliquato quando il suo proprietario non intenda acquistarlo; gli immobili necessari per attuare il PRG, nel caso di mancato accordo tra i proprietari del comprensorio; le aree inedificate e le costruzioni da trasformare secondo speciali prescrizioni. M 3.2.1 Fasi dell esproprio. L espropriazione per pubblica utilità richiede che sia seguito un iter amministrativo che si conclude con l emanazione del decreto di esproprio. In ogni caso, perché si possa pervenire all emanazione del decreto di esproprio, occorrono le seguenti premesse: 1. l opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale (PRG ) o in un atto di natura ed efficacia equivalente; 2. sia stato apposto sul bene da espropriare il vincolo preordinato all esproprio ; 3. vi sia stata la dichiarazione di pubblica utilità ; 4. sia stata determinata, anche in via provvisoria, l indennità di esproprio . M04_Stime_Legali.indd 255 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini