3.3.1 Indennità nelle espropriazioni promosse da Enti

M 258 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIME LEGALI Il procedimento di stima che la legge impone per definire la misura dell indennità di esproprio non è unico e costante nelle diverse condizioni, per cui è opportuno fare una distinzione tra i diversi casi di seguito riepilogati: 1. espropriazioni promosse da un ente privato: a. espropriazioni totali, b. espropriazioni parziali, 2. espropriazioni promosse da un ente pubblico: a. espropriazioni di aree a destinazione agricola, b. espropriazioni di aree urbane; 3. occupazione temporanea di aree non soggette a esproprio; in v a d p A 4. utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico; 5. retrocessione totale o parziale di beni non utilizzati per pubblica utilità. Indennità nelle espropriazioni per opere private di pubblica utilità. Se l espro- priazione è finalizzata alla realizzazione di opere private di pubblica utilità, che non rientrino nell ambito dell edilizia residenziale pubblica, convenzionata, agevolata o comunque denominata, l indennità di esproprio viene determinata tenendo conto dell effettivo danno arrecato alla proprietà. Pertanto, se si tratta dell espropriazione totale di un bene, la misura dell indennità di esproprio deve corrispondere al valore venale del bene stesso, come se si trattasse di una libera contrattazione di compravendita. Il perito, quindi, dovrà ipotizzare un mercato del bene in oggetto e individuare il più probabile prezzo nello stato in cui il bene si trova al momento della valutazione ma, come si è già detto, senza considerare le eventuali migliorie che si palesano eseguite dopo la comunicazione dell avvio del procedimento di esproprio. Nel caso, invece, di espropriazione parziale di un bene unitario, l indennità deve essere determinata per differenza tra il giusto prezzo che avrebbe avuto l intero immobile prima dell occupazione e il giusto prezzo che potrà avere la residua parte di esso dopo l espropriazione. 3.3.1 Indennità nelle espropriazioni promosse da Enti pubblici. Per la Corte Costituzionale l indennità, anche per terreni agricoli, deve rappresentare un serio ristoro per il privato. Con la sentenza 7 giugno 2011, n. 181, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il criterio di calcolo dell indennità di esproprio delle aree non edificabili, contenuto negli articoli 5 bis, comma 4, del decreto legge 333/1992 e art. 16, commi 5 e 6, della legge 865/1971, oggi confluiti nell art. 40, commi 1 e 2, del d.P.R. 327/2001 (Testo Unico Espropri). In particolare, tali norme contrastano con l art. 117, comma 1, della Costituzione e, in via indiretta, con l art. 1 del primo Protocollo della Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo (CEDU). Il sistema utilizzato fino a oggi per determinare l indennità delle aree non edificabili è quello del Valore Agricolo Medio (VAM), corrispondente al tipo di coltura in atto o a quella più redditizia nella regione agraria di appartenenza dell area da espropriare, se compresa nel centro edificato. Tale valore è determinato ogni anno entro il 31 gennaio dalle apposite Commissioni Provinciali. La Consulta, riprendendo la sentenza 348/2007, con la quale aveva già bocciato il criterio di calcolo dell indennità di esproprio delle aree edificabili, ha ribadito che l indennizzo da corrispondere in caso di esproprio, se non deve costituire una integrale riparazione per la perdita subita, non può comunque essere fissato in misura irrisoria o simbolica e deve rappresentare un serio ristoro per il privato. M04_Stime_Legali.indd 258 s d 5/31/18 11:10 AM s c v c L e v s r p e s d a li c C le d v r tr s a c a s g p c in q n s

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini