SEZIONE M

di a on ofdi el ù a, e e oo oo o n6, o oa à al ao a di di ò o ESPROPRIAZIONI PER PUBBLICA UTILIT M 259 Queste affermazioni riguardano anche i suoli agricoli e quelli non suscettibili di classificazione edificatoria poiché la CEDU tutela la proprietà in generale, senza operare distinzioni fra tipologie di beni. Pertanto, pur se l area ha carattere agricolo, l indennità di esproprio sarà determinata in base al valore agricolo (VA) del terreno considerando le colture praticate. A questo valore verrò sommato il valore di eventuali manufatti legittimamente realizzati. Inoltre al coltivatore diretto (CD) o all imprenditore agricolo professionale (IAP) spetta un indennità aggiuntiva pari al valore agricolo medio (VAM) della coltura effettivamente praticata. La stessa indennità aggiuntiva spetta all affittuario. Aree edificabili e aree edificate. Al fine di identificare la natura di area edificabile, si devono considerare le possibilità legali ed effettive di edificazione. Si tenga presente che non sussistono le possibilità legali di edificazione quando l area è sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta. Le possibilità effettive sono valutate considerando le caratteristiche oggettive dell area e tenendo conto dei criteri stabiliti dal Ministero dei Lavori Pubblici. Il TU n. 327/2001 contemplava, per le aree edificabili, un indennità di esproprio pari all importo, diviso per 2 e ridotto del 40%, pari alla somma del valore venale del bene e del reddito dominicale netto, rivalutato e moltiplicato per 10. In sostanza si doveva stimare il valore venale del bene, lo si sommava all ammontare del reddito dominicale netto aggiornato e moltiplicato per 10, quindi si divideva il risultato per 2 ottenendosi così un valore medio tra due diversi importi: quello del valore venale e quello di 10 imponibili catastali. La media così ottenuta veniva poi ridotta nella misura del 40%. La riduzione del 40% non si applicava se era stato convenuto l accordo di cessione volontaria o se questo non era stato concluso per fatto non imputabile all espropriato o perché a questi fosse stata offerta un indennità provvisoria che, attualizzata, risultasse inferiore agli otto decimi (8/10) di quella determinata in via definitiva. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 348 del 22 ottobre 2007, ha dichiarato incostituzionale il suddetto procedimento ritenendolo in contrasto con l art. 117 della Costituzione, in quanto viola la Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo (CEDU). La legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) ha inserito una norma tesa a colmare il vuoto legislativo determinato dalla Corte Costituzionale. In base a tale normativa, l indennità di espropriazione di un area edificabile va determinata nella misura pari al valore venale del bene (Vv). Quando l espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale, l indennità è ridotta del 25% (Vv 3 0,75). Si dispone inoltre che l indennità di espropriazione di un area edificabile sia aumentata del 10% nei seguenti casi: quando sia stato concluso l accordo di cessione volontaria, quando tale accordo non sia stato concluso per cause non imputabili all espropriato, oppure perché a questi sia stata offerta un indennità provvisoria che, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi (8/10) di quella determinata in via definitiva. Qualora l area edificabile sia utilizzata a scopi agricoli, spetta al proprietario coltivatore diretto un indennità aggiuntiva pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato (VAM). La stessa indennità spetta all affittuario, mezzadro o compartecipante che, per effetto della procedura di esproprio, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato, da almeno un anno, col lavoro proprio e di quello dei familiari. Nel caso di espropriazione di una costruzione legittimamente edificata, oltre all indennità da corrispondere per l area, è dovuta un indennità per l edificio nella misura pari al suo valore venale. Qualora la costruzione sia stata realizzata in assenza della concessione M04_Stime_Legali.indd 259 M 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini