3.2.2 Bilancio economico

M 26 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA processo produttivo, i costi classificati come interni comprendono, innanzitutto, quelli relativi all utilizzazione dei capitali fissi aziendali; a questi vanno poi aggiunte le spese per il personale impiegato in azienda. Calcolo del reddito operativo 1 2 5 1 5 1/2 5 VALORE DELLA PRODUZIONE COSTO DI PRODUZIONE: 1. costi per fattori produttivi esterni a. costo di utilizzazione materie prime b. acquisto servizi 2. costi per fattori produttivi interni a. costo di utilizzazione fattori pluriennali b. costo per il personale REDDITO OPERATIVO Altri redditi aziendali UTILE/PERDITA DELLA GESTIONE CARATTERISTICA RICAVI E ONERI NON CARATTERISTICI RISULTATO COMPLESSIVO AZIENDALE Sottraendo dal valore della produzione ottenuta nel corso dell esercizio i costi di produzione interni ed esterni si ottiene il reddito operativo, cioè quella parte del risultato (utile o perdita) di esercizio che viene generato dall attività di produzione. Il risultato complessivo aziendale può essere successivamente ottenuto aggiungendo il reddito (o sottraendo la perdita) derivante da altri aspetti dell attività aziendale non strettamente legati alla produzione (gestione finanziaria e patrimoniale, eventuali entrate e uscite straordinarie, gestione tributaria). Questa rappresentazione contabile presenta due problemi, dal punto di vista dell analisi economica del processo di produzione. Innanzitutto, prende in considerazione solo le utilizzazioni di fattori della produzione che danno luogo a un flusso monetario con la conseguenza che l analisi trascura i costi relativi a fattori la cui remunerazione rimane implicita, come i capitali propri e il lavoro apportato dall imprenditore, rilevanti nelle aziende agrarie a conduzione diretta. Una seconda difficoltà sorge dall obiettivo del bilancio contabile, che è quello di determinare per differenza un risultato d esercizio (utile o perdita) di cui potrà disporre il proprietario dei capitali aziendali. Il costo contabile, di conseguenza, include sia voci relative al consumo di beni e servizi sia voci relative alla remunerazione di soggetti aziendali (costi per il personale), la cui natura economica è tuttavia profondamente diversa. Tenendo conto di questi due aspetti, il costo di produzione può essere decritto in un ottica economica. 3.2.2 Bilancio economico. Al fine del bilancio economico è indispensabile richiamare il concetto di costo opportunità. In un ottica economica, infatti, il costo deve essere sempre inteso come costo opportunità, cioè come quantità di altri beni ai quali è necessario rinunciare per produrre un determinato bene. Questo significa che per determinare il costo economico di un processo produttivo è necessario prendere in considerazione tutte le risorse impiegate nel processo produttivo, anche quelle che non sono oggetto di una remunerazione esplicita. Questo punto si applica specificamente ai fattori della produzione che vengono immessi nel processo produttivo direttamente M01_1_Economia_Agraria.indd 26 6/14/18 4:32 PM d n in r c la s im li in c p d m a m fu te p i e p z p lo r d c o q c a c a z u d c o p p p im

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini