4.2.1 Indagini preliminari, sopralluoghi e perizia

M 266 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIME LEGALI totale della produzione, che definiamo valore di stima. Questo valore verrà, poi, confrontato con il valore assicurato, che è quello dichiarato dall assicurato e quindi coperto dalla polizza. Per stabilire l entità del danno provocato dalla meteora il perito deve rilevare, partita per partita, il prodotto realmente raccoglibile. 4.2.1 Indagini preliminari, sopralluoghi e perizia Accertare che l appezzamento colpito dalla grandine sia quello assicurato e l assicurazione copra tutto il prodotto; accertare che il giorno della grandinata rientri nei termini di polizza, ossia nel periodo coperto dall assicurazione; controllare che il danno sia stato provocato dalla grandine e non da altre cause (parassiti, fatti dolosi, grandinate precedenti il periodo di assicurazione in corso, ecc.); determinare la parte di prodotto danneggiata e/o distrutta esprimendola in % sul totale; valutare la possibilità di surrogare totalmente o parzialmente la coltura danneggiata con altre ritenute convenienti (clausola dell equa transazione); accertare che le coltivazioni siano state effettuate secondo la buona tecnica agronomica; stimare il valore del prodotto che si sarebbe ottenuto in assenza di danno, al netto delle spese risparmiate; stabilire se siamo in presenza di piena assicurazione o sottoassicurazione; conservare un campione di prodotto danneggiato. La percentuale di danno può essere determinata a occhio dai periti che hanno grande esperienza di queste stime oppure con il metodo delle aree di assaggio o ancora facendo ricorso ad appositi diagrammi compilati su dati sperimentali per iniziativa delle società assicuratrici. Metodo delle aree di assaggio. Si divide l appezzamento di terreno colpito dalla meteora in tante zone in cui l intensità del danno appare uniforme. Se si tratta di coltura erbacea, in ogni zona si sceglie una piccola superficie (1-2 m2) nella quale si contano le piante non colpite e quelle aventi una diversa percentuale di danno. Poniamo che tra le piante contate ve ne siano n1 con un danno dello 0%, n2 con un danno del 10%, n3 con un danno del 20%, ... nn con un danno del 100%, il danno medio (d) per ogni singola zona sarà: 0 # n1 1 10 # n2 1 20 # n3 1 ... 1 100 # nn d5 n1 1 n2 1 n3 1 ... 1 nn Come si vede, è stata calcolata la media ponderata delle percentuali di danno. Se poi s1, s2, s3, ..., sn indicano le superfici di ciascuna area di assaggio e d1, d2, d3, ..., dn il danno rispettivo, il danno medio complessivo dell intero appezzamento sarà: s1d1 1 s2d2 1 s3d3 1 ... 1 sndn D5 s1 1 s2 1 s3 1 ... 1 sn Per le colture arboree si può considerare un procedimento analogo, con la differenza che, anziché scegliere diverse aree di assaggio, si potranno adottare differenti piante o filari su cui effettuare la stima del danno medio. Una volta individuata la percentuale media di danno, questa può essere tradotta in valore monetario moltiplicandola per il valore di stima prima determinato e ottenendo così il valore del prodotto perduto (Vpp). M04_Stime_Legali.indd 266 5/31/18 11:10 AM to m u c d a d e c 4 d c d a ti c in s e c m d a a g D s s s c c a

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini