4.3 Danni da incendio

nr- a u- o a- ; a a; o na a a lo. n o n a o n o STIMA DEI DANNI M 267 La misura monetaria del danno risulta dalla differenza tra il valore del prodotto perduto (Vpp) e l ammontare delle spese risparmiate (Sr) a seguito del sinistro (ad esempio minori spese di raccolta), con eventuale ulteriore detrazione del reddito ottenibile da una coltura di sostituzione (Rs). In sintesi: d 5 Vpp 2 Sr 2 Rs Questa operazione, che conduce a definire l ammontare del danno sofferto dall assicurato, prende il nome di liquidazione del danno. Una volta che sia stata effettuata la liquidazione del danno, resta al perito l ultima fase della stima: la definizione del risarcimento. Il risarcimento (indennizzo) corrisponde all ammontare del danno solo nel caso di assicurazione piena. Se, invece, si è in presenza di sottoassicurazione, ossia se il valore dichiarato in polizza risulta inferiore al valore di stima, il perito deve determinare il coefficiente assicurativo (k), che risulta dal rapporto tra valore assicurato e valore di stima. L indennizzo si ottiene moltiplicando l ammontare del danno per il coefficiente assicurativo: Ind 5 d # k 4.3 Danni da incendio. Il perito chiamato a valutare un danno da incendio, prima di iniziare le operazioni di stima deve consultare la polizza in atto e accertare tutti i patti contrattuali che intercorrono tra la società assicuratrice e l assicurato. Successivamente deve verificare che le cose danneggiate siano effettivamente quelle descritte nella polizza e per le quali è stato stipulato il contratto assicurativo. Infine, attraverso opportune indagini, deve stabilire se l incendio è doloso o se, invece, è effettivamente imputabile a cause accidentali. Qualora il perito accertasse inconfutabilmente il dolo dell assicurato, fatti i rilievi del caso, ne darà immediata comunicazione alla società assicuratrice e attenderà istruzioni in merito. Se è riconosciuta la causa accidentale dell incendio, il perito accerta se l assicurato ha adempiuto all obbligo di salvataggio, cioè se ha fatto tutto il possibile per evitare o diminuire il danno. Le spese incontrate dall assicurato per adempiere all obbligo di salvataggio sono a carico dell assicuratore nella proporzione del valore assicurato rispetto al valore di stima, a meno che l assicuratore possa provare che dette spese siano state fatte inconsideratamente. Perde ogni diritto all indennità l assicurato che dolosamente non abbia adempiuto all obbligo di salvataggio; peraltro, se la mancanza dell assicurato è colposa anziché dolosa, l assicuratore può ridurre la misura dell indennizzo in ragione del pregiudizio sofferto. Una volta compiute tutte le indagini preliminari, il perito passa alla fase estimativa. Determina, anzitutto, il valore che la cosa avrebbe avuto se non si fosse verificato il sinistro. Valuta poi la parte residua compresa quella che non ha subito danni e, infine, stabilisce il valore di eventuali materiali di recupero ancora utilizzabili, al netto delle spese di sgombero e di cernita. L ammontare del danno risulta dalla differenza tra il valore di stima che la cosa assicurata aveva prima dell incendio e il valore di stima che ha la parte residua dopo l incendio. L ammontare dell indennizzo è pari al danno moltiplicato per il coefficiente assicurativo. M04_Stime_Legali.indd 267 M 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini