4.3.1 Danni da incendio ai fabbricati

M 268 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIME LEGALI L assicurazione contro i danni da incendio può riguardare i fabbricati rurali, civili, industriali, i boschi, le macchine e gli attrezzi, i mangimi, le paglie, le sementi e molte altre sostanze facilmente combustibili. 4.3.1 Danni da incendio ai fabbricati. Un fabbricato colpito da incendio può andare interamente distrutto o può essere danneggiato solo in qualche sua parte. In ogni caso il perito, secondo le norme contenute nella polizza, deve determinare: a. il costo di ricostruzione a nuovo dell intero fabbricato, escludendo dal computo il solo valore dell area e delle opere interamente interrate; b. il valore del fabbricato al momento del sinistro applicando, al suo valore a nuovo precedentemente stimato, un coefficiente di deprezzamento determinato in relazione al grado di vetustà, allo stato di conservazione, alla tecnologia costruttiva adottata, all ubicazione, all uso e ad ogni altra causa influente sul deterioramento del fabbricato stesso; c. la spesa necessaria per ricostruire a nuovo le parti distrutte e per riparare quelle danneggiate; d. il valore ricavabile dai materiali che possono essere ancora reimpiegati. Il danno verrà determinato secondo i seguenti criteri: 1. Nel caso di completa distruzione dell edificio, mediante differenza tra il valore di ricostruzione deprezzato, come al punto b), e il valore dei materiali eventualmente recuperabili, come al punto d): d 5 Cr # kv 2 Vmr dove: Cr 5 costo di ricostruzione dell edificio; kv 5 coefficiente di vetustà; Vmr 5 valore dei materiali di recupero. 2. Nel caso di danneggiamento parziale, mediante differenza tra il costo di ricostruzione deprezzato delle parti distrutte o danneggiate, come al punto c), e il valore dei materiali eventualmente recuperabili, come al punto d). Come si vede, il criterio prevalente di valutazione dei danni da incendio ai fabbricati è quello del costo di ricostruzione, deprezzato secondo un coefficiente di vetustà. Per i fabbricati civili si potrebbe anche ricorrere al probabile valore di mercato, escludendo però il valore dell area. In ogni caso il perito, compiute tutte le indagini preliminari già descritte, calcola il coefficiente d assicurazione, attraverso il rapporto tra valore assicurato e valore di stima del fabbricato. Quindi, con l ausilio delle apposite tavole, stabilisce il coefficiente di deprezzamento per vetustà, tenendo conto anche dello stato di conservazione dell immobile. Determina poi il costo di ricostruzione delle parti danneggiate e di quelle distrutte, che deve essere moltiplicato per il coefficiente di vetustà al fine di valutare tali parti nelle loro effettive condizioni al momento del sinistro. Il perito, a questo punto, stabilisce se sono recuperabili materiali e, in caso positivo, ne stima il valore al netto delle spese di recupero. Infine determina l ammontare del danno secondo le procedure prima descritte. L indennizzo sarà pari al danno moltiplicato per il coefficiente di assicurazione (k): Ind 5 d ? k. M04_Stime_Legali.indd 268 5/31/18 11:10 AM b a o a a v a 4 d c d fa g ( c c d a è m n c tu n d n c le d z ta d m a b

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini