4.3.2 Danni da incendio a macchine, attrezzi, prodotti,

i, e e il ee a, a- e di e a- e e- ti i o il idi mili o, o e ): STIMA DEI DANNI M 269 All indennizzo dovranno poi essere aggiunte le eventuali spese di salvataggio da rimborsare all assicurato. Per i fabbricati civili le imprese assicuratrici stipulano polizze di assicurazione globale, che comprendono i seguenti rischi: incendio, fulmine, scoppio o esplosione (non causati da ordigni esplosivi), acqua condotta (a seguito di rotture accidentali delle condutture), caduta di aeromobili, urto di veicoli stradali appartenenti a terzi, furto di fissi e infissi, crollo di ascensori per rottura funi, sviluppo di fumi, gas, vapori, rottura lastre di vetro, responsabilità civile per danni arrecati a terzi in relazione ai rischi per i quali è stipulata l assicurazione. 4.3.2 Danni da incendio a macchine, attrezzi, prodotti, soprassuoli. Il rischio dell incendio, e conseguentemente la convenienza a stipulare idonee polizze assicurative, può riguardare le macchine e gli attrezzi costituenti strumenti produttivi di dotazione aziendale. Tale rischio si estende, inoltre, ad alcuni prodotti agricoli facilmente infiammabili, come foraggi affienati e paglia. Inoltre possono essere soggetti ad incendio i frutti pendenti di alcuni cereali al termine del ciclo vegetativo (frumento, orzo, ecc.), come anche i soprassuoli boschivi, specie quelli di conifere che, essendo resinose, risultano assai esposte a tale rischio. Per quanto attiene alle macchine e alle attrezzature meccaniche in genere, il perito che deve liquidare il danno da incendio dovrà accertare se il sinistro ha distrutto irrimediabilmente il mezzo meccanico o se ha causato soltanto un danno parziale. In ogni caso, si dovrà procedere a determinare il valore attribuibile all attrezzatura al momento del danneggiamento: questa è la fase più delicata della stima, in quanto è assai difficile che siano disponibili informazioni sui prezzi di mercato di strumenti meccanici in varie condizioni di manutenzione e di vetustà. Un procedimento spesso suggerito per risolvere la questione consiste nel determinare il valore a nuovo della macchina e quindi nell operare una detrazione che tenga conto della sua età e dello stato d uso. Questa detrazione potrebbe essere pari alla somma delle quote di reintegrazione maturate. Infatti, se la quota di reintegrazione rappresenta il logorio annuo della macchina, si dovrebbe ammettere che, dopo n anni, il valore iniziale sia ridotto di n annualità di logorio. Purtroppo, però, il logorio tecnico non risulta costante come viene rappresentato nella quota di reintegrazione, ma è massimo nei primi anni e decresce in quelli successivi. Questa constatazione fa perdere un po di validità al procedimento suggerito, il quale, peraltro, risulta l unico possibile qualora manchino altre informazioni sul valore dell usato . Va da sé che, qualora fossero disponibili listini dell usato basati su rigorose osservazioni di mercato, adatti al tipo di strumento meccanico oggetto di stima, la loro consultazione darebbe informazioni utili alla valutazione della macchina nelle sue condizioni d uso. Una volta stabilito, con idoneo procedimento valutativo, il valore attribuibile allo strumento meccanico al momento del sinistro, la stima del danno va eseguita come segue: a. se il sinistro ha distrutto completamente il mezzo meccanico, il danno corrisponde al suo valore stimato; b. se il sinistro ha provocato un danno parziale, nel senso che si richiede un costo per la riparazione del mezzo, il danno corrisponde al costo dell intervento eventualmente M04_Stime_Legali.indd 269 M 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini