SEZIONE M

li e di el e. o n ne oa si li n- ee ci ti e o ae li enn e e BILANCIO DELL IMPRESA AGRARIA M 27 dal proprietario dell azienda: il capitale di proprietà e il lavoro svolto in prima persona nella realizzazione delle operazioni aziendali. Anche se questi fattori della produzione, indispensabili per realizzare il processo produttivo, non sono oggetto di una remunerazione esplicita, da un punto di vista economico, essi rappresentano comunque un costo. Infatti il proprietario potrebbe destinare sia i suoi capitali che il suo tempo di lavoro ad altre attività: per il semplice fatto di impiegarli in azienda, di conseguenza, sta sostenendo un costo pari al valore che potrebbe ottenere in altre opportunità di impiego dei fattori. Tenendo presente questo fondamentale concetto è possibile analizzare la composizione del costo di produzione in un ottica economica. Al suo interno innanzitutto bisogna distinguere due gruppi di componenti: quelle relative ai consumi connessi al processo produttivo e quelle relative alla remunerazione dei fattori della produzione impiegati. La produzione di un bene richiede innanzitutto il consumo di una certa quantità di risorse. Tra i consumi intermedi dobbiamo in primo luogo includere i costi per le materie prime e per i servizi acquistati. Una categoria particolare di consumi connessi alla produzione è quella relativa all utilizzazione dei fattori pluriennali, come fabbricati, macchine e impianti. Anche se questi fattori della produzione verranno riutilizzati in futuro, il loro impiego, tuttavia, comporta un costo legato al logorio (costi di manutenzione) e alla progressiva obsolescenza tecnica che, entro un tempo che può essere più o meno lungo, richiederà il loro rimpiazzo. Sottraendo al valore della produzione i consumi intermedi si ottiene il valore aggiunto (VA) dal processo produttivo ai beni e servizi utilizzati nella produzione. Il valore aggiunto rappresenta la nuova ricchezza prodotta e costituisce, da un punto di vista economico, una misura della capacità dell azienda di raggiungere i suoi obiettivi: infatti, le funzioni sociali delle aziende sono la produzione e la distribuzione di ricchezza. Una parte della ricchezza prodotta è destinata alle istituzioni pubbliche che, con la loro azione, rendono possibile un regolare funzionamento del mercato: il loro costo è rappresentato da tutte le forme di tributo connesse allo svolgimento dell attività aziendale. Quanto rimane, il prodotto netto aziendale (PNA), costituisce la nuova ricchezza che può essere distribuita, sotto forma di reddito, ai soggetti che con diversi ruoli operano in azienda. Per confrontare il concetto contabile e quello economico di costo è necessario a questo punto analizzare la distribuzione dei redditi aziendali. Il bilancio contabile considera tra i costi tutti quelli che danno luogo a flussi monetari espliciti. Insieme alla remunerazione del lavoro dipendente i redditi di terzi potrebbero includere anche redditi che spettano ad altri soggetti che apportano fattori produttivi, come gli affitti pagati ai proprietari del capitale fondiario (terreni, fabbricati) utilizzati dall azienda. Sottraendo al prodotto netto i redditi che spettano a terze persone si ottiene un residuo che corrisponde grosso modo all utile contabile e di cui il proprietario dell azienda può disporre. Tuttavia, dal punto di vista economico, esso include ancora una parte del costo di produzione: quella relativa alla remunerazione (costo opportunità) dei fattori produttivi (terra, capitale, lavoro) conferiti all azienda dal proprietario stesso. Anche se nella realtà essa è implicita, questa parte del costo di produzione deve essere stimata se si vuole quantificare un costo economico pieno: per esempio attribuendo a tali fattori la remunerazione che avrebbero ottenuto in impieghi alternativi. M01_1_Economia_Agraria.indd 27 M 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini