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M 272 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIME LEGALI Inquinamento del suolo. L inquinamento del suolo è causato dai rifiuti abbandonati o trattati in maniera scorretta (es. discariche non controllate): rifiuti solidi urbani provenienti dall attività domestica; rifiuti speciali provenienti da lavorazioni industriali, agricole, artigianali, commerciali; rifiuti tossico-nocivi, pericolosi per la salute pubblica; rifiuti radioattivi costituiti da scorie provenienti da impianti nucleari, non stoccati correttamente. Le sostanze radioattive liberate nel terreno entrano nelle catene alimentari e inducono mutazioni stabili negli ecosistemi; discariche non controllate, o non realizzate secondo le norme di legge, possono rappresentare un grave pericolo per il percolato che può raggiungere le falde acquifere. Inquinamento acustico. L inquinamento acustico è dovuto a vibrazioni sonore, dannose per il fisico e la psiche, che interferiscono col benessere, la salute e le attività umane. Se tali situazioni perdurano nel tempo possono portare a disturbi del sistema nervoso, stress, insonnia, depressione, alterazione del ritmo cardiaco, situazioni di disagio generalizzato. La pressione sonora provocata dalle onde acustiche si misura col fonometro e si esprime in decibel (dB). Le principali fonti di rumore sono rappresentate da: traffico stradale, ferrovie, traffico aereo, industria, cantieri, vita domestica e attività ricreative. Come è noto, nelle cosiddette zone nere urbane gli effetti dell inquinamento provocano notevoli minusvalenze immobiliari in conseguenza del degrado delle caratteristiche abitative del territorio. In presenza di effetti inquinanti, anche le caratteristiche ambientali più apprezzate, quali la panoramicità e l orientamento, subiscono un consistente deprezzamento. Inoltre, l inquinamento può compromettere le caratteristiche tecnologiche dei materiali costruttivi, causandone il deterioramento. Allorché gli effetti inquinanti superano le soglie di tollerabilità si determina, altresì, la necessità di interventi politici tesi a limitare l esercizio di attività inquinanti (ad esempio, contenimento del traffico urbano), con conseguente ridotta appetibilità della zona in funzione residenziale. In prossimità di localizzazioni industriali inquinanti, i valori di mercato delle unità immobiliari si riducono del 20-40%, come ha dimostrato l esperienza di Bagnoli (NA) in zona contigua all ex complesso dell Italsider. Per quanto riguarda l aspetto estimativo, dovendosi valutare il danno da inquinamento subito da edifici privati, va considerato l aspetto economico del valore complementare: si determina quindi la differenza tra il probabile valore di mercato attribuibile agli immobili in assenza delle condizioni inquinanti e l effettivo valore di mercato dei medesimi nella reale condizione fisica e produttiva. Nell ambito del macroestimo assume un particolare rilievo l intervento pubblico di disinquinamento. Il relativo giudizio di convenienza va impostato con il procedimento dell analisi costi-benefici, la cui tecnica è illustrata nel corso del macroestimo come stima di piani e progetti pubblici. A tale riguardo si è sostenuto che i benefìci configurati quali plusvalenze fondiarie e immobiliari, derivanti dall opera di disinquinamento, risultano compensati da un corrispondente decremento di valore che il mercato farebbe registrare in altre zone concorrenti non inquinate. M04_Stime_Legali.indd 272 5/31/18 11:10 AM fe c s ( le 4 r m d d r c to ( d v c 4 d c p In to a b la c d 1 2 3 s c d

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini