5. Successioni e rendite

si o: SUCCESSIONI E RENDITE M.4 M 275 5. Successioni e rendite no 5.1 Successioni. Per successione si intende che un soggetto subentra in uno o più rapporti giuridici di cui era titolare un altro soggetto. Quando ciò avviene per effetto della morte del titolare dei rapporti si parla di successione per causa di morte. Oggetto della successione per causa di morte sono i rapporti giuridici patrimoniali del defunto, che qui si chiama de cuius, esclusi taluni rapporti intrasmissibili (usufrutto, uso, abitazione). La massa dei beni patrimoniali che entrano in successione prende il nome di asse ereditario. Le persone, fisiche o giuridiche, che succedono al de cuius si chiamano eredi oppure legatari, a seconda che la successione sia a titolo universale o a titolo particolare. Si ha successione a titolo universale quando il successore, che prende il nome di erede, subentra nella totalità dei rapporti patrimoniali del de cuius, sia attivi sia passivi, da solo o in concorso con altri eredi (in questo caso ogni erede subentra per quote: ad esempio un quarto, un terzo, la metà dei beni del de cuius). Pertanto l erede subentra non solo nelle attività, ma anche nelle passività, con conseguente accollo di eventuali debiti del de cuius. Si ha invece successione a titolo particolare quando il successore, che prende il nome di legatario, subentra in uno o più rapporti determinati, come la proprietà di una cosa o un diritto di servitù prediale o un diritto di credito. L eredità si acquista con l accettazione, mentre il legato si acquista di diritto. Di fatto gli eredi hanno tre diverse possibilità: 1. accettazione pura e semplice: produce la confusione del patrimonio ereditato con quello personale dell erede e obbliga costui a rispondere dei debiti dell eredità anche oltre l attivo ricevuto; 2. accettazione con beneficio d inventario: prevede che l erede risponda dei debiti ereditari solo entro i limiti dell attivo ricevuto; vi si ricorre in genere quando si teme che il passivo ereditario superi l attivo, a meno che l erede non voglia tutelare il buon nome e la memoria del defunto. Deve essere sempre accettata con beneficio d inventario l eredità devoluta ai minori, agli interdetti, agli inabilitati e alle persone giuridiche; 3. rinuncia: consiste nella possibilità, per chi non intende accettare l eredità, di rinunciarvi come se non vi fosse mai stato chiamato. o- 5.1.1 Momenti della successione. La successione si realizza in tre fasi consecutive: l apertura, le delazione e l acquisto. a. L apertura della successione avviene nel momento della morte del de cuius e nel luogo dove questi ebbe l ultimo domicilio. Essa significa che un complesso di rapporti giuridici è rimasto privo di titolare. b. Momento ulteriore dell apertura è l attribuzione di quei rapporti a uno o più nuovi titolari, cioè la delazione. I modi di delazione sono due: 1) la volontà della legge; 2) la volontà del defunto. Nel primo caso si ha la successione legittima, nel secondo la successione testamentaria. c. Momento conclusivo della successione è l acquisto dell eredità o del legato, ovverosia l ingresso del designato (o dei designati) nei rapporti giuridici del de cuius. L eredità si acquista mediante l accettazione. ao a il e ee ri ndi à o a n sa i- M 5.1.2 La rappresentazione. La successione può avvenire, oltre che per diritto proprio, per diritto di rappresentazione. M04_Stime_Legali.indd 275 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini