3.3 Bilancio economico del Serpieri

M 28 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA La presenza di un residuo sul valore della produzione, anche quando sia stato detratto l intero costo economico di produzione, rappresenta il vero e proprio profitto in senso economico. Il profitto rappresenta il frutto dell intuizione, della capacità imprenditoriale che è alla base dell esistenza dell azienda. Se si realizza un profitto positivo significa che non solo tutti i fattori produttivi stabilmente impiegati in azienda hanno ottenuto una remunerazione (esplicita o implicita) adeguata, ma che la stessa attività imprenditoriale ha raggiunto il suo obiettivo. 3.3 Bilancio economico del Serpieri. Il tradizionale bilancio dell azienda agraria redatto dal Serpieri è sostanzialmente un bilancio economico con alcune voci particolari che derivano dalla specifica natura dell attività agricola. 3.3.1 Produzione lorda totale e vendibile (PL). L ammontare complessivo dei prodotti ottenuti in un ciclo produttivo (che consideriamo annuo) costituisce la produzione lorda totale (PLT). Essa è rappresentata da beni materiali, quali grano, vitelli, letame, ecc. e da servizi reali, ossia noleggi di macchine a terzi, servizi di abitazione della famiglia; un tempo erano compresi anche servizi personali quali prestazioni di lavoro del contadino a favore del proprietario, oppure per l esecuzione di miglioramenti fondiari. Nel calcolo della PL non dovranno essere compresi quei prodotti e servizi che, ottenuti nell azienda, vengono in questa stessa reimpiegati nel corso del ciclo produttivo (lavoro animale, mangimi prodotti e consumati, paglia, ecc.). Ora, se dalla PL si sottrae l importo relativo alla quantità reimpiegata durante l anno e alle quantità accantonate (per un successivo impiego nei cicli successivi) si ottiene la produzione lorda vendibile (PLV). Questa entità può essere venduta (e costituisce perciò la parte commerciale) oppure erogata in consumi (e diviene così parte consumata e costituisce autoconsumo). Si tratta in genere di uova, vino, pollame, verdura, ecc. Nella PLV viene compresso il cosiddetto Utile Lordo di Stalla (ULS), che esprime il valore della produzione (carne) in animali vivi realizzata in un anno. Tale produzione può originarsi: in capi nati in azienda, che dovranno essere valutati in base al peso di fine annata agraria oppure a quello al momento della vendita, nell incremento di peso di animali in allevamento o di valore (animali da vita). Esistono poi anche decrementi e/o perdite dovute a invecchiamenti o morti accidentali. Il calcolo dell ULS si ottiene mediante il bilancio annuo, il cui attivo è costituito dall inventario finale (consistenza a fine anno della stalla) più le vendite e il passivo dell inventario iniziale più gli acquisti. Nel caso si fossero verificati danni alla produzione a causa di grandine o altri agenti atmosferici, alla produzione reale si sarebbero dovuti aggiungere il totale degli indennizzi riscossi. La produzione lorda vendibile rettificata si ottiene sottraendo dalla PLT l ammontare dei prodotti derivati dalla produzione agricola acquistati dall azienda per essere ivi trasformati. Affinché l azienda agraria viva e possa realizzare nel tempo infiniti cicli di produzione con capacità produttiva costante è necessario dotarla di mezzi adeguati da mantenere inalterati nel tempo. Poiché alla fine di ogni ciclo sia il capitale fondiario che quello agrario hanno subito un logoramento, è necessario operare delle reintegrazioni prelevando dalla produzione quanto necessario. M01_1_Economia_Agraria.indd 28 6/14/18 4:32 PM m la n e im n d c e d fe e e s b p p d 1 2 3

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini