5.4.1 Divisione giudiziale

o, a Si m- o- ti di el co - a li e ci, e ni a- o- ie i, SUCCESSIONI E RENDITE M 281 crediti, titoli di uguale natura e qualità) in proporzione all entità di ciascuna quota di diritto. Non sempre però è possibile applicare questa norma, perché tra i beni in successione ve ne possono essere alcuni indivisibili fisicamente (ad esempio un diamante) oppure altri come certi immobili che non si possono comodamente dividere (una casa) o il cui frazionamento recherebbe un pregiudizio economico (minima unità colturale). In questi casi, tali beni devono essere preferibilmente compresi per intero nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore. Se nessuno dei coeredi è disposto a riceverli, si passa alla vendita all incanto e se ne realizza in tal modo il valore in denaro, che è divisibile. Se le porzioni formate con i beni in natura non corrispondono esattamente alla quota di ciascun erede, la disuguaglianza si compensa con un equivalente in denaro a carico di chi ottiene la quota di maggior valore (conguaglio). regola generale che i coeredi abbiano diritto ai beni ereditati in natura. Può darsi, tuttavia, che gli aventi diritto concordino sulla necessità di procedere alla vendita all incanto dei beni e alla divisione dei ricavi ottenuti. La divisione di fatto sarà riassunta dal perito in un prospetto, chiamato conto divisionale dei coeredi, nel quale risulterà il valore dei beni assegnati a ogni singolo coerede. Tale prospetto è spesso allegato a una relazione in cui il perito illustra i criteri seguiti nell espletamento del mandato ricevuto (relazione di stima). 5.4.1 Divisione giudiziale. promossa da uno o più eredi quando preferiscano adire l autorità giudiziaria per giungere alla divisione. Si tratta di un ipotesi di litisconsorzio necessario poiché devono essere chiamati a partecipare al giudizio tutti i coeredi. Si ha il litisconsorzio necessario quando nel processo vi è una pluralità di parti, e cioè quando vi sono più attori (litisconsorzio necessario attivo) o più convenuti (litisconsorzio necessario passivo), oppure più attori e più convenuti (litisconsorzio necessario misto). Si ha quando la decisione non può essere pronunciata che in confronto di più parti, cioè quando il rapporto sostanziale è uno rispetto a più soggetti, in quanto sussiste una contitolarità del rapporto sostanziale che si fa valere. A tale ipotesi generale vanno aggiunte le specifiche fattispecie di litisconsorzio necessario espressamente previste dalla legge, pur in assenza del fenomeno della contitolarità di uno stesso rapporto giuridico. La divisione si svolge attraverso 4 fasi distinte. 1. Formazione della massa ereditaria compresi i beni che sono stati donati ai coeredi dal de cuius; se il coerede era debitore del defunto deve imputare alla sua quota il valore del suo debito (artt. 724 e 725 C.C.). 2. Stima dei beni (art. 726 C.C.) secondo il loro valore di mercato, tuttavia il testatore può indicare una persona che effettui la stima che non sia erede o legatario: la divisione proposta da questa persona non vincola gli eredi, se l autorità giudiziaria, su istanza di taluno di essi, la riconosce contraria alla volontà del testatore o manifestamente iniqua. 3. Formazione delle porzioni spettanti a ciascun erede (art. 726 C.C.), ma se il testatore ha indicato le porzioni, queste sono vincolanti per gli eredi; nel caso vi sia ineguaglianza in natura delle quote ereditarie si provvede con un conguaglio in denaro. 4. Assegnazione o attribuzione delle porzioni (art. 729 C.C.). L assegnazione si ha quando le porzioni sono uguali ed è fatta mediante estrazione a sorte, mentre l attribuzione si ha quando le porzioni sono diseguali. M04_Stime_Legali.indd 281 M 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini