2.4.1 Legislazione mineraria

M 348 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - RICHIAMI DI DIRITTO E LEGISLAZIONE AGRARIA 227/2001, possiamo dire che sono state demandate le competenze agli Enti territoriali più prossimi al bene da tutelare, e che si è inteso ampliare e valorizzare in una prospettiva multifunzionale il ruolo del bene bosco e della sua gestione (r.d. 3267/1923 e succ. agg.). 2.4.1 Legislazione mineraria. La legislazione mineraria italiana si basa sul r.d. 1443/1927, aggiornato e coordinato al d.lgs. 213/1999, con cui è stata attuata l unificazione legislativa in materia mineraria con l introduzione del sistema demaniale che comporta la sottrazione delle miniere ai privati per attribuirle allo Stato. Esse sono incluse tra i beni del patrimonio indisponibile dello Stato (art. 826 C.C.). 2.5 Acque pubbliche. Sono considerate pubbliche tutte le acque sorgenti, fluenti e lacuali, anche se artificialmente estratte dal sottosuolo, sistemate o incrementate, le quali, considerate sia isolatamente per la loro portata o per l ampiezza del rispettivo bacino imbrifero, sia in relazione al sistema idrografico al quale appartengono, abbiano o acquistino attitudine a usi di pubblico interesse generale. La disciplina fondamentale è costituita dal TU 1775/1933, legge 36/1994, d.P.R. 238/1999. 2.6 Espropriazioni per pubblica utilità. L espropriazione è un istituto giuridico di diritto pubblico, disciplinato nelle linee generali dalla Costituzione (artt. 42, 43, 44), che si concreta nell emanazione da parte di un autorità amministrativa di un provvedimento con il quale uno o più soggetti vengono privati coattivamente del diritto di proprietà, per soddisfare un pubblico interesse, salvo indennizzo. Con il d.P.R. 327/2001, è stato emanato il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazioni per pubblica utilità, che costituisce la normativa in atto. 2.7 Caccia e pesca. In Italia la caccia è regolamentata principalmente dalla legge dell 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio , più semplicemente nota come 157 . Tra gli aspetti principali della legge c è la cosiddetta programmazione della caccia , operata attraverso i Piani Faunistici Venatori, con i quali le Regioni devono programmare le attività di conservazione della fauna, facendole coincidere con la regolamentazione della caccia. La legge 157 recepisce la direttiva europea, detta Uccelli , che rappresenta il riferimento comunitario per la conservazione degli uccelli selvatici e regola gli usi consentiti ai loro danni, tra cui la caccia. 2.7.1 Pesca. La pesca professionale è l attività economica organizzata, svolta in ambienti marini o salmastri o di acqua dolce, diretta alla ricerca di organismi acquatici viventi, alla cala, alla posa, al traino e al recupero di un attrezzo da pesca, al trasferimento a bordo delle catture, al trasbordo, alla conservazione a bordo, alla trasformazione a bordo, al trasferimento, alla messa in gabbia, all ingrasso e allo sbarco di pesci e prodotti della pesca. L attuale normativa di riferimento consiste nel d.l. n. 4/2012 Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura , a norma dell articolo 28 della legge n. 96/2010. 2.8 Catasto Terreni. L articolo 1 della legge fondamentale 3682/1886 definisce il Catasto Italiano come catasto geometrico particellare, fondato sulla misura e sulla stima, a estimo indiretto, non probatorio, con lo scopo di accertarne la proprietà immobiliare, evidenziarne le mutazioni e determinarne le imposte. Il Catasto Terreni inventaria tutti i suoli agricoli, i fabbricati rurali al loro servizio, i terreni incolti, le strade pubbliche e le acque esenti da estimo e, per mezzo delle mappe, offre una rappresentazione cartografica completa del territorio nazionale. L impianto attuale del Catasto Terreni trae origine dai r.d. 1572/1931 e 1539/1933. M07_Richiami.indd 348 5/31/18 11:15 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini