3.5.1 Costo variabile

aee a il ie za, o di li ue a % e e no fa à, di o toci ) à ao e n- BILANCIO DELL IMPRESA AGRARIA M 35 1. Specifici e comuni: i costi specifici sono attribuibili oggettivamente a ogni singo- la produzione, mentre sono comuni i costi non direttamente imputabili a un determinato prodotto e la cui suddivisione può avvenire solo attraverso operazioni di stima. 2. Diretti e indiretti: i costi diretti sono attribuiti al prodotto sulla base della quantità d impiego, mentre quelli indiretti sono costi complessivi, il cui consumo non è misurabile in riferimento al prodotto ottenuto. 3. Variabili e fissi: i primi variano in funzione del livello produttivo, mentre i secondi sono indipendenti dal volume di produzione, ma dipendono dalla struttura aziendale. 4. Storici (a consuntivo) e standard (preventivi): i primi sono quelli rilevati dalla contabilità aziendale a ciclo produttivo già avvenuto, mentre i secondi sono ipotetici e ottenuti sulla base di stime future. 5. Effettivi e medi o medio-normali: i primi corrispondono esattamente ai valori reali di spesa, mentre i secondi mirano ad adottare valori medi che annullino eventuali oscillazioni di congiuntura. Dovendo analizzare il costo di produzione di un prodotto, è necessario definire la configurazione di costo da adottare, ovvero stabilire quali costi debbano essere compresi nel calcolo. Si possono avere configurazioni complete, che comprendono tutte le categorie di costo, e parziali che considerano solo alcune tipologie di costi. Date le diverse configurazioni adottabili, è possibile fare ricorso alla seguente classificazione, che risulta sufficientemente ampia: a. costo variabile (o costo primo variabile o direct cost): che include sostanzialmente tutti i costi variabili reali; b. costo agricolo (o costo primo): che include, oltre ai costi variabili reali anche i costi diretti fissi; c. costo pieno agricolo (o costo pieno): che comprende costi variabili, diretti fissi e indiretti, comuni ad altre attività, imputati pro-quota; d. costo pieno (full cost): che si ottiene aggiungendo al costo pieno agricolo la quota spesa per fattori funzionali generali relativi all attività in oggetto; e. costo complessivo o costo economico-tecnico: comprende il costo di tutti i fattori produttivi, sia diretti che indiretti, e si ottiene sommando al costo pieno gli interessi e le imposte; talvolta si considerano anche i fattori figurativi che si riferiscono a spese non realmente sostenute, perché riguardanti fattori messi nel ciclo di produzione dall imprenditore o dalla sua famiglia (lavoro familiare, interessi sui capitali propri, ecc.). Alcuni Autori distinguono in tal caso il costo complessivo (privo di costi figurativi) dal costo economico-tecnico (che li comprende). La scelta del tipo di configurazione da adottare dipende dagli obiettivi che si vogliono perseguire, anche se è possibile rilevare che quelle complete, rifacendosi anche a stime e valutazioni per la suddivisione dei costi non diretti, espongono il fianco a possibili errori di valutazione soggettive, mentre quelle parziali, tralasciando i costi di alcuni fattori, finiscono per essere poco precise. M 3.5.1 Costo variabile. Una volta fissato un determinato orizzonte temporale, alcune voci di costo sono suscettibili di variare in funzione del livello di output generato; M01_1_Economia_Agraria.indd 35 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini