SEZIONE M

e ri ao. e ià ra ini di 0 0 i. aa ao o. si o n a e e ea iao e ali di oe e a oe RICHIAMI DI STATISTICA APPLICATA ALL ESTIMO M 351 una particolare distribuzione di probabilità definita normale o gaussiana . La distribuzione gaussiana riguarda variabili quantitative continue: ad ogni singolo valore di una variabile continua viene associata una probabilità molto bassa; pertanto, al posto di considerare la probabilità del singolo evento, si fa riferimento ad una funzione di densità di probabilità che è descritta dalla funzione: p 1X 2 5 1 "2ps2x # e2 1 X2mx 2 2 2s x2 dove: mx è la media; sx2 è la varianza; p è una costante pari a 3,14; e è la base dei logaritmi naturali o numero di Nepero pari a 2,71. Pertanto, conoscendo la media e la varianza di un fenomeno, è possibile calcolare la probabilità associata a ogni valore assunto. Nella Figura 8.1 è riportata la funzione di densità di probabilità di un evento avente media pari a 55 e varianza pari a 300. In tutti i casi, in cui sia possibile supporre che un evento abbia una distribuzione di tipo normale, è agevole associare ad ogni evento la sua probabilità, una volta noti la media e la varianza. Ai fini operativi il dato che generalmente interessa all estimatore è la conoscenza della probabilità che un dato valore ricada all interno di un certo intervallo: può essere utile, per esempio, conoscere quale sia la probabilità che un valore fondiario sia compreso tra due valori noti. 0,0250 0,0200 0,0150 0,0100 0,0050 0,0000 0 20 40 60 80 100 M 120 FIG. 8.1 Distribuzione di una variabile normale con varianza 5 300 e media 5 55. Tale valore è dato dall area sottesa alla curva normale tra i due estremi e può essere calcolato tramite l integrale definito della funzione di densità di probabilità; si tratta però di un operazione assai complessa cui si può facilmente ovviare tramite la cosiddetta standardizzazione dei dati. Un qualsiasi valore di una variabile casuale può essere standardizzato sottraendo da esso la media e dividendo il risultato per lo scarto quadratico medio: x 2 mx Z5 sx Una volta calcolati i valori Z dei due estremi dell intervallo di cui si vuole conoscere la probabilità, si potrà cercare nelle tavole della distribuzione normale (generalmente riportata in tutti i manuali di statistica) il valore dell integrale dell area sottesa alla funzione di M08_Statistica.indd 351 5/31/18 11:18 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini