1.2.2 Confronto tra medie

IL CALCOLO FINANZIARIO IN AMBITO ECONOMICO-ESTIMATIVO più elevato è il valore di P(X ). D altro canto diminuisce con le dimensioni del campione sia perché il t di Student diminuisce con l aumentare dei gradi di libertà sia perché si riduce l entità dello scarto quadratico medio della media campionaria. Infine, risulta evidente che, a parità di altri fattori, l intervallo di confidenza è più elevato per i fenomeni che hanno una grande variabilità. e a ei lo ee. sie a ai, oo ni e e ao ea e mi li di à o si di il o à i- ri e, M 353 1.2.2 Confronto tra medie. usuale, nell ambito della prassi estimativa, che periti diversi possano pervenire a valutazioni talvolta assai divergenti del valore di un bene. La differenza tra i valori delle medie può però essere solo apparente; infatti, poiché la stima corretta di una media ottenuta da un campione deve essere realizzata per intervalli, valori puntuali di tipo diverso possono non essere tali da un punto di vista probabilistico. Per esempio, qualora un perito sia giunto alla conclusione che un fondo vale X e un altro perito abbia stimato un valore di Y (con Y . X ), non possiamo essere certi che i due valori si possano considerare diversi. Se, per esempio, Xsup . Yinf allora i due valori medi non sono differenti, almeno per un certo livello di probabilità. Per stabilire se due medie sono diverse dal punto di vista statistico, si devono usare due approcci differenti, a seconda che si utilizzino grandi (test z) o piccoli (test t) campioni3 (®Statistica). 1.3 Relazioni statistiche: correlazione e regressione. Le stime dirette possono essere realizzate utilizzando il metodo della regressione, cioè quella metodologia statistica che consente di individuare l esistenza di una relazione di tipo lineare tra una variabile dipendente (in genere il prezzo) e una o più variabili indipendenti. Si può intuire facilmente la sua importanza a fini estimativi poiché attraverso il test F si può comprendere se sia preferibile utilizzare una regressione oppure ricorrere al più tradizionale impiego delle proporzioni, generalmente impiegato in campo estimativo. M.8 2. Il Calcolo finanziario in ambito economico-estimativo Il calcolo finanziario è uno strumento usualmente impiegato sia nell Estimo pubblico come in quello privato. Il suo utilizzo in campo estimativo è fondamentale poiché, per poter confrontare tra loro somme che maturano in epoche diverse, è necessario ricondurle tutte al medesimo momento (che in genere coincide con l epoca di stima). In altri termini, 1 disponibile tra un anno ha un significato economico totalmente diverso da un 1 disponibile tra due o più anni. Le modalità con cui si procede al trasferimento di somme nel tempo è sostanzialmente diverso a seconda che ci si riferisca a periodi inferiori o superiori a un anno. M 2.1 Riporto di capitali e interesse per periodi di tempo entro l anno 2.1.1 Interesse semplice. il prezzo d uso di un capitale per un periodo di tempo minore o uguale ad un anno. Gli interessi maturati dal capitale non divengono fruttiferi, non si sommano cioè al capitale per maturare a loro volta interessi. Per calcolare l interesse semplice si utilizza l espressione: I 5 C0 # r # t dove: I 5 interessi maturati nel periodo considerato; C0 5 capitale disponibile inizialmente; r 5 saggio di interesse unitario; t 5 frazione dell anno in cui il capitale matura interessi, calcolata attraverso il rapporto tra giorni (g) e durata dell anno (360 giorni per l anno commerciale e 365 per l anno solare). Se l interesse matura per 180 giorni t 5 180/360 5 0,5. 3 Un campione è considerato grande se ha più di 25-30 unità. M08_Statistica.indd 353 5/31/18 11:18 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini