2.2.3 Sconto composto

li si e o IL CALCOLO FINANZIARIO IN AMBITO ECONOMICO-ESTIMATIVO ESEMPIO Durante un ciclo produttivo di 8 anni si hanno i seguenti costi di produzione: a inizio ciclo, 4.000 fine primo anno e mezzo, 3.000 fine terzo anno, 2.000 fine settimo anno e otto mesi, 800 Si vuole conoscere il valore finale e iniziale del costo di produzione supposto un saggio r 5 0,08 4000 3000 ni i- e M 357 0 1 2000 2 3 800 4 5 6 7 8 6 # 6 M 5 C0 # q n 5 4.000 # q 8 1 3.000 a1 1 0,08 # b q 1 2.000 # q 5 1 12 4 1 800 a1 1 0,08 # b 5 7.403,6 1 3.121,6 1 2.938,6 1 821,3 5 14.285 : 12 1 1 C0 5 M # n 5 14.285 # 8 5 7.716,75 : q q 2.2.3 Sconto composto. la differenza tra capitale iniziale e montante composto e corrisponde al costo di un capitale composto disponibile anticipatamente e quindi al costo per poter disporre anticipatamente di una somma che matura dopo più anni: Scn 5 Mn 2 C0 1 In 5 Mn 2 Mn # Mn # q n 2 Mn Mn # 1 q n 2 1 2 1 5 5 qn qn qn 2.2.4 Sommatoria di valori che maturano in periodi superiori all anno. Qualora il ciclo produttivo abbia durata pluriennale, per calcolare l utile è necessario riportare costi e ricavi alla fine del ciclo produttivo, utilizzando la formula per il calcolo del montante. Se la durata del ciclo economico è pari a n anni, una spesa sostenuta al k - esimo anno (Spk ) alla fine del ciclo produttivo, sarà pari a: Spn 5 Spk # q n2k M Si noti che quando le somme maturano durante l anno, prima di tutto vanno riportate a fine anno con la formula dell interesse semplice e dopo, sul valore così individuato, si applicherà la formula del montante composto. Supponiamo di dover calcolare il reddito netto di un impresa in sede di bilancio preventivo qualora il ciclo produttivo si estenda in un arco temporale di 4 anni. Ricavi Anno Importo Periodo dell anno 3 4 40.000 45.000 agosto novembre Mesi residui t Anni residui Valore a fine anno 4 1 4/12 1/12 1 0 41.066 45.300 Mesi residui t Anni residui Valore a fine anno 7 2 7/12 2/12 3 2 20.933 30.400 Spese Anno Importo Periodo dell anno 1 2 20.000 30.000 M08_Statistica.indd 357 marzo ottobre 5/31/18 11:18 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini