M.9 ORDINE PROFESSIONALE DEI DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI

ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE M 383 M.9 Ordine professionale dei Dottori Agronomi e Forestali 1. Accesso alla professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale 1 Con la finalità di garantire gli utenti rispetto alla qualità delle prestazioni professionali offerte, la legge ha sempre regolamentato le professioni intellettuali. Le principali norme di legge (alcune, nel tempo, parzialmente modificate) che regolamentano (o, in qualche modo, interessano) l accesso alla professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale sono richiamate di seguito. 1. Regio decreto legge del 24 gennaio 1924, n. 103 (Disposizioni per le classi professionali non regolate da precedenti disposizioni legislative), pubblicato sulla G.U. n. 38 del 14 febbraio 1924, e convertito in legge con legge del 17 aprile 1925, n. 473. 2. Regio decreto del 25 novembre 1929, n. 2248, pubblicato sulla G.U. del 22 gennaio 1930, n. 17. 3. Legge del 25 aprile 1938, n. 897 (Norme sulla obbligatorietà della iscrizione negli albi professionali e sulle funzioni relative alla custodia degli albi), pubblicata sulla G.U. del 7 luglio 1938, n. 152. 4. Decreto legislativo luogotenenziale del 23 novembre 1944, n. 382 (Norme sui Consigli degli ordini e collegi e sulle Commissioni centrali professionali), pubblicato sulla G.U. del 23 dicembre 1944, n. 98. 5. Legge dell 8 dicembre 1956, n. 1378 (Esami di Stato di abilitazione alle professioni), pubblicata sulla G.U. del 21 dicembre 1956, n. 321. 6. Decreto ministeriale del 9 settembre 1957 (Approvazione del regolamento sugli Esami di Stato di abilitazione all esercizio delle professioni), pubblicato sulla G.U., n. 271, del 2 novembre 1957. 7. Decreto ministeriale del 10 gennaio 1958 (Modifiche al regolamento per gli Esami di Stato professionali approvato con decreto ministeriale in data 9 settembre 1957), pubblicato sulla G.U. del 16 gennaio 1958, n. 12. 8. Legge del 31 dicembre 1962, n. 1866 (Esami di Stato di abilitazione all esercizio delle Professioni, di modifica dell art. 5 della legge dell 8 dicembre 1956, n. 1378), pubblicata sulla G.U. del 2 febbraio 1963, n. 30, poi abrogata dalla legge del 6 agosto 2008, n. 133. 9. Legge del 7 gennaio 1976, n. 3 (Ordinamento della professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale), pubblicata sulla G.U. del 21 gennaio 1976, n. 17. 10. Decreto del Presidente della Repubblica del 30 aprile 1981, n. 350 (Regolamento di esecuzione della legge 7 gennaio 1976, n. 3, sull ordinamento della professione di Dottore Agronomo e di Dottore Forestale), pubblicato sulla G.U. del 9 luglio 1981, n. 350. 11. Decreto ministeriale del 14 maggio 1991, n. 232 (Approvazione delle deliberazioni in data 18 dicembre 1986 e 12 settembre 1990 del Consiglio nazionale dei Dottori Agronomi e forestali concernenti la tariffa professionale della categoria), pubblicato sulla G.U. del 2 agosto 1991, Supplemento Ordinario n. 180. 12. Legge del 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici universitari), pubblicata sulla G.U., n. 274, del 23 novembre 1990. 13. Legge del 10 febbraio 1992, n. 152 (Modifiche ed integrazioni alla legge 7 gennaio 1976, n. 3, e nuove norme concernenti l ordinamento della professione di Dottore Agronomo e di Dottore Forestale), pubblicata sulla G.U. del 24 febbraio 1992, Supplemento Ordinario n. 40. 14. Decreto ministeriale del 21 marzo 1997, n. 158 (Regolamento per gli Esami di Stato per l abilitazione all esercizio della professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale), pubblicato sulla G.U., n. 137, del 14 giugno 1997. 15. Decreto ministeriale del 3 novembre 1999, n. 509 (Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei), pubblicato sulla G.U., n. 2, del 4 gennaio 2000. 16. Decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 2001, n. 328 (Modifiche e integrazioni della disciplina dei requisiti per l ammissione all Esame di Stato e delle relative prove per l esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti), pubblicato sulla G.U. del 17 agosto 2001, n. 190, Supplemento Ordinario n. 212/L. M (continua ) L articolo 15, comma 1, del Codice deontologico dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali (®paragrafo 2.4.2) prevede: Il titolo professionale deve essere usato sempre per esteso e non può essere oggetto di abbreviazioni che inducano ambiguità interpretative . In questa sede ci atterremo a questa indicazione. 1 M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 383 5/31/18 11:20 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini