SEZIONE M

ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE M 385 Nel prosieguo del testo si farà riferimento a queste leggi con la sola indicazione del numero e dell anno e, se del caso, dell articolo e del comma. Come è possibile vedere, la normativa in proposito è molto complessa ed è stata frequentemente modificata per adeguarla alle nuove situazioni e realtà che, nel nostro Paese, si sono andate via via evolvendo. Tuttavia due punti (con specifico riferimento al decreto legge 103/1924 2 e alla legge 897/1938 3 ) sono rimasti sostanzialmente invariati. Infatti, per esercitare una qualunque professione intellettuale 4 riconosciuta come tale dalla legge occorre: a vere superato l Esame di Stato di abilitazione a tale professione; essere iscritto al relativo Ordine professionale o Collegio 5 professionale. La legge definisce per quali professioni intellettuali è necessaria l iscrizione in appositi albi. L accertamento dei requisiti per l iscrizione a tali albi, così come la tenuta dei medesimi, è demandato alle associazioni professionali che operano sotto la vigilanza dello Stato (art. 2229 del Codice Civile). I due vincoli di cui sopra sono così cogenti che la mancata ottemperanza costituisce reato ed è punita dall art. 348 del Codice Penale. Il legislatore ha quindi provveduto a definire competenze e attività professionali specifiche per ciascun Albo; alcune sono attribuite in modo esclusivo ad ogni categoria, altre sono comuni tra più ordinamenti. Benché esistente da molto tempo, la professione di Dottore Agronomo e di Dottore Forestale è stata regolamentata dalla legge 3/1976, successivamente modificata e integrata dalla legge 152/1992: tali leggi riepilogano le attuali competenze del Dottore Agronomo e del Dottore Forestale, costituendo così l ordinamento della professione e ampliando notevolmente la vecchia formulazione delle competenze di cui al r.d. 2248/1929. 2 Il decreto legge 103/1924, all art. 1 recita: Le classi professionali, non regolate da precedenti disposizioni legislative, sono costituite in ordini od in collegi, a seconda che, per l esercizio della professione, occorra avere conseguito una laurea o un diploma presso università o istituti superiori ovvero un diploma di scuole medie . L art. 2 prevede: Sono iscritti negli albi degli ordini e dei collegi coloro che godono dei diritti civili e non sono incorsi in alcuna delle condanne di cui all art. 28 prima parte, della legge 8 giugno 1874, n. 1938, purché abbiano, in ogni caso, conseguito il titolo di cui all art. 1 e superato l Esame di Stato che sia prescritto per la singola professione e siano inoltre forniti dei requisiti eventualmente richiesti dai regolamenti relativi a ciascuna professione, da emanarsi a termine dell art. 3 . L art. 3 recita: Le norme relative alla determinazione dell oggetto e dei limiti di ciascuna professione, alla composizione e al funzionamento dei consigli degli ordini e dei collegi, alla formazione e annuale revisione degli albi, alle impugnative contro i procedimenti disciplinari e tutte le altre per l attuazione del presente decreto, saranno emanate con regolamento, su proposta del Ministro per la giustizia e dei Ministri interessati, udito il parere di commissioni di nove componenti, da nominarsi con decreto reale su proposta del Ministro per la giustizia d accordo coi Ministri interessati . 3 L art. 1 di tale legge recita: Gli ingegneri, gli architetti, i chimici, i professionisti in materia di economia e commercio, gli agronomi, i ragionieri, i geometri, i periti agrari ed i periti industriali non possono esercitare la professione se non sono iscritti negli albi professionali delle rispettive categorie a termini delle disposizioni vigenti . Questa disposizione vale anche per tutte le altre professioni regolamentate dalla legge. 4 Spesso, parlando di una professione intellettuale, la si definisce libera professione: questo per sottolineare il carattere autonomo, non subordinato, di tale attività professionale. 5 Per la differenza tra Ordini e Collegi, si veda l art. 1 del già citato decreto legge del 24 gennaio 1924, n. 103. M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 385 M 5/31/18 11:20 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini