SEZIONE M

ii. el e di o- a, li o, o li o ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE M 391 Proprio per meglio chiarire le specificità di questo esame, per quanto riguarda l Esame di Stato di abilitazione alla professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale, l art. 12, primo comma, della già citata legge 152/1992, recita: L Esame di Stato per l abilitazione all esercizio della professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale, previsto dall articolo 1 della legge 8 dicembre 1956, n. 1378, è finalizzato all accertamento della conoscenza delle normative che regolano l attività professionale nonché ad una verifica delle capacità di uso del sapere tecnico-professionale e dell attitudine all esercizio della professione . L accento viene, cioè, posto più sull accertamento delle capacità e delle attitudini, che sulle effettive conoscenze. Anche se, inevitabilmente, proprio in conseguenza della vastità delle competenze attribuite al Dottore Agronomo e Dottore Forestale, i contenuti di tali competenze vengono frequentemente richiamati nel corso delle prove scritte, pratica e orale nelle quali si articola l esame di abilitazione. L ordinamento professionale rappresenta, per così dire, il programma dell Esame di Stato. Da sottolineare che la maggiore libertà riconosciuta dalla legge ai singoli Atenei, dapprima con la legge 341/1990 e, poi, soprattutto con il già citato d.m. 509/1999, ha fatto sì che moltissime Facoltà abbiano attivato ordinamenti nei quali non è più previsto l insegnamento obbligatorio di discipline considerate professionalizzanti ai fini del superamento dell Esame di Stato e della successiva iscrizione all Ordine. Questo fatto ha avuto rilevanti conseguenze sulle difficoltà dei laureati nella preparazione all Esame di Stato, in quanto essi si trovano a dover affrontare in diversi casi argomenti ben poco sviluppati durante il loro percorso di studi o materie non sempre adeguatamente approfondite. In questo contesto, non è da sottovalutare il fatto che, ormai da molti anni, il mercato del lavoro assorbe con sempre maggiori difficoltà lavoratori dipendenti; quindi, i laureati devono rivolgersi sempre più al lavoro autonomo che, nel caso delle professioni intellettuali, richiede necessariamente l iscrizione a un Albo professionale. In altre parole, l Esame di Stato non può e non deve essere interpretato come un appendice al curriculum accademico, e men che meno quale verifica della bontà dello stesso ma, piuttosto, come attestato di capacità professionali coerenti con le competenze che sono richieste per l iscrizione all Ordine. In altri termini, se il percorso di laurea ha, oggi, notevoli gradi di libertà, l iscrizione all Ordine professionale richiede una più stretta corrispondenza tra il bagaglio culturale del candidato e le attività professionali che egli sarà legittimato a espletare. Al fine di ridurre queste distanze tra le esigenze accademiche e quelle professionalizzanti , il comma 2 dell art. 5 del d.m. 328/2001 stabilisce: (...) Sono esentati da una delle prove scritte (...) coloro che conseguono un titolo di studio all esito di un corso realizzato sulla base di specifiche convenzioni tra le Università e gli ordini o collegi professionali . Purtroppo non risulta che questa norma sia largamente diffusa negli Atenei con Dipartimenti afferenti all area agraria. Altre leggi che, oltre a quelle appena citate, regolamentano lo svolgimento dell Esame di Stato (in particolare, quello di Agronomo), sono le seguenti: i l d.m. del 9 settembre 1957 (Approvazione del regolamento sugli Esami di Stato di abilitazione all esercizio delle professioni); i l d.m. del 10 gennaio 1958 (Modifiche al regolamento per gli Esami di Stato professionali approvato con decreto ministeriale in data 9 settembre 1957); M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 391 M 5/31/18 11:21 AM

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini