1.4.1 Prove per l’Esame di Stato di abilitazione per le

e i: di e el na Eti ti a). e a- di a o ri i- on ù ri I n e o- e s- m. e e el n ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE M 393 1.4.1 Prove per l Esame di Stato di abilitazione per le Sezioni A e B dell Albo Sezione A. Il comma 3 dell art. 12 del d.m. 328/2001 prevede semplicemente: L Esame di Stato è articolato in due prove scritte, una prova pratica e una orale. Le prove di Esame di Stato per l accesso alla sezione A vertono sugli stessi argomenti previsti per l accesso alla sezione B, prevedendo una maggiore complessità correlata alla più elevata competenza professionale 14 . opportuno sottolineare che, per essere ammessi alla prova pratica, i candidati devono avere riportato la sufficienza in entrambe le prove scritte. Allo stesso modo, per accedere alla prova orale, occorre avere superato anche la prova pratica. appena il caso di ricordare che, per i dieci anni successivi all entrata in vigore del d.P.R. 328/2001, i laureati del vecchio ordinamento universitario (laurea quinquennale) hanno svolto l Esame di Stato sulla base della procedura antecedente l entrata in vigore del d.P.R. 328/2001. Conseguentemente, per tali candidati l esame era articolato in due prove scritte (una a indirizzo agronomico, l altra economico-estimativo), il cui superamento consentiva l accesso alla prova orale. Ora, invece, questa deroga non esiste più e tali laureati devono sostenere l esame secondo le modalità previste per la laurea magistrale. Sezione B. Anche in questo caso l esame di abilitazione per la Sezione B è articolato in quattro prove: due scritte, una pratica e una orale. Tali prove sono normate dal comma 3 dell art. 13 del d.P.R. 328/2001, riportato di seguito (con evidenziazioni nostre). L Esame di Stato è articolato nelle prove descritte di seguito. a. Prima prova scritta: concernente le tecnologie nei settori delle produzioni vegetali, produzioni animali, gestione silvocolturale, trasformazioni agroalimentari e biotecnologie agrarie. b. Seconda prova scritta: improntata sulle materie caratterizzanti il corso di laurea e il relativo percorso formativo. c. Prova pratica: articolata come di seguito: 1. per il settore agronomo e forestale indirizzo agronomico, in un elaborato di pianificazione territoriale ambientale ovvero in un progetto di un opera semplice di edilizia rurale corredati da analisi economicoestimative ed eseguiti con Computer Aided Design (CAD); analisi e certificazione di qualità dei prodotti agroalimentari; 2. per il settore agronomo e forestale indirizzo forestale, in un progetto di massima dell impianto o recupero di bosco con le opere edilizie necessarie, corredato da disegni ed elaborati economicoestimativi; analisi e certificazione di qualità dei prodotti agroalimentari; 3. per il settore zoonomo, in un piano di assistenza tecnica per un azienda zootecnica corredato da analisi economica e da piani di alimentazione eseguiti con l ausilio dello strumento informatico; 4. per il settore biotecnologico agrario in un analisi di acidi nucleici o di proteine di organismi vegetali o animali o di prodotti derivati e nella interpretazione dei risultati anche con l impiego dello strumento informatico. M d. Prova orale: concernente, in generale, la conoscenza della legge e della deontologia professionale. Inoltre, questa presenta le seguenti caratteristiche: 1. per il settore agronomo e forestale indirizzo agronomico, essa verte sulla conoscenza dell agronomia generale, delle coltivazioni erbacee e arboree, della loro difesa dagli agenti infettivi e dai parassiti microbici, vegetali e animali, delle produzioni animali, dell economia aziendale, dell estimo rurale e del Catasto, delle principali tecnologie delle trasformazioni alimentari, delle scienze del territorio, dell idraulica agraria, della 14 Per i laureati di secondo livello delle Classi 79/S e LM-86 si applicano le norme previste per il Settore Zoonomo della Sezione B. M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 393 5/31/18 11:21 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini