SEZIONE M

ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE M 397 i- h. la certificazione di qualità e le analisi delle produzioni vegetali, animali e forestali sia primarie il ni i. le attività di difesa e di recupero dell ambiente, degli ecosistemi agrari e forestali, la lotta alla i; 3. Formano oggetto dell attività professionale degli iscritti alla sezione B, settore zoonomo, ai sensi e il e e el 2 e 1 di ei di e o- mi a e, ni n- ni ao- i, i- che trasformate, nonché quella ambientale ; desertificazione, nonché la conservazione e valorizzazione della biodiversità vegetale, animale e dei microrganismi. per gli effetti di cui all articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa, le seguenti attività: a. la pianificazione aziendale e industriale nel settore delle produzioni animali; b. la consulenza nei settori delle produzioni animali, delle trasformazioni e della commercializzazione dei prodotti di origine animale; c. la direzione di aziende zootecniche, faunistiche e venatorie e dell acquacoltura; d. le attività di assistenza tecnica, contabile e fiscale, alla produzione di beni e mezzi tecnici del settore delle produzioni animali; e. la certificazione del benessere animale; f. la riproduzione animale, comprendente le attività di inseminazione strumentale e di impianto embrionale in tutte le specie zootecniche e di sincronizzazione dei calori; g. l esecuzione delle terapie negli animali zootecnici, sotto il controllo e la guida del medico veterinario; h. le attività di difesa dell ambiente e di conservazione della biodiversità animale e dei microrganismi. 4. Formano oggetto dell attività professionale degli iscritti alla sezione B, settore biotecnologico agra- rio, ai sensi e per gli effetti di cui all articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa, le seguenti attività: a. la consulenza nei settori delle produzioni vegetali ed animali, con particolare riferimento all impiego corretto di biotecnologie; b. la consulenza per la certificazione della qualità genetica dei prodotti alimentari sia per gli animali che per l uomo, in particolare per la tracciabilità di organismi geneticamente modificati (OGM) nelle filiere agroalimentari; c. la consulenza nei settori delle tecnologie e trasformazioni alimentari e dei prodotti agricoli non alimentari con particolare riferimento al corretto impiego di biotecnologie; d. la certificazione con l impiego di biotecnologie innovative della qualità e del controllo nella sanità e provenienza dei prodotti agricoli, compresi quelli per l alimentazione umana e animale; e. le consulenze relative all uso di biotecnologie per la certificazione varietale degli organismi vegetali; f. la consulenza per l uso di biotecnologie innovative per la diagnostica di patologie virali, batteriche e fungine nei vegetali; g. la consulenza per il monitoraggio ambientale in campo agroalimentare, mediante l uso di tecniche biotecnologiche innovative; h. le attività di assistenza tecnica, contabile e fiscale alla produzione di mezzi tecnici dei settori delle biotecnologie innovative negli ambiti agroalimentari; i. il patrocinio nelle commissioni tributarie per le materie di competenza . M Come appare anche dalla lettura comparata delle competenze delle due Sezioni, non è sempre facile individuare quali siano i rispettivi limiti. Tra l altro, essendo ancora recente l istituzione delle due Sezioni, ed essendo ancora più recente l iscrizione dei laureati nei nuovi ordinamenti didattici (specie di primo livello), non vi è ancora un adeguata casistica (con eventuale, inevitabile giurisprudenza) che possa fornire sufficienti elementi interpretativi. Il Consiglio dell Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali ha pubblicato, a tale proposito, la Circolare 39/2016, secondo la quale: Le attività professionali elencate all art. 2 della legge 3/76 (modificata e integrata dalla legge 152/1992, n.d.r.) M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 397 5/31/18 11:21 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini