2. Organizzazione dell’Ordine

M 398 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ORDINE PROFESSIONALE... costituiscono settori di attività per tutti gli iscritti a prescindere dalla loro appartenenza alla Sezione A o B , con la precisazione che la competenza degli iscritti alla Sezione B non è esclusa da nessun punto elencato all art. 2 con l unico vincolo, in caso di progettazione, della limitazione a singoli elementi . M.9 2. Organizzazione dell Ordine Come detto in altra parte, gli Ordini e i Collegi professionali sono stati istituiti dalla legge quale garanzia della qualità delle prestazioni professionali e, quindi, a tutela dei consumatori. Nel tempo, gli Ordini si sono strutturati anche come strumenti di organizzazione, controllo e tutela della categoria interessata. Nelle loro grandi linee, tutti gli Ordini presentano struttura e organizzazione sostanzialmente simili. Qui tratteremo unicamente, e con un certo dettaglio, della struttura e dell organizzazione del solo Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali. z tu li b c 2.1 Base territoriale degli Ordini. La base territoriale degli Ordini è, in generale, la Provincia: solitamente essi hanno sede nel Comune capoluogo di ogni Provincia in cui siano iscritti all Albo almeno quindici professionisti (legge 3/1976, articolo 9, comma 1). Qualora il numero dei professionisti iscritti all Albo risulti inferiore a tale limite, la legge (legge 3/1976, così modificato dall articolo 3, comma 1, della legge 152/1992, articolo 9, comma 2) prevede che tali professionisti siano iscritti nell Albo dell Ordine più vicino. La fusione di Ordini di Province è comunque auspicata dal CONAF, al fine di migliorare la gestione degli Ordini stessi. Esiste, comunque, la possibilità di costituire Ordini interprovinciali. Questo, per esempio, è il caso dell Ordine delle Province di Pisa, Lucca e Massa Carrara che, alla data di queste note, presentano, rispettivamente, 259, 122 e 38 iscritti. L iscrizione del professionista avviene presso l Ordine provinciale del Comune di residenza o del Comune nel quale egli svolge in prevalenza la propria attività professionale. Quindi, qualora il residente di una provincia ne abbia interesse e dimostri di svolgere la propria attività professionale in altro territorio, può iscriversi presso l Albo provinciale competente per tale ambito territoriale. Per l iscrizione è necessario presentare la domanda corredata da copia degli avvenuti pagamenti della quota associativa e della concessione governativa, una fotografia in formato .jpg , una copia della carta di identità e del codice fiscale, e una dichiarazione sostitutiva nella quale si specifica, fra le altre cose, di godere dei diritti politici, di non avere riportato condanne penali, di essere in possesso di diploma di laurea e di abilitazione alla libera professione e di essere, o meno, dipendente pubblico. I Dottori Agronomi e Dottori Forestali dipendenti dello Stato o di altra pubblica amministrazione, se esercitano l attività professionale nell esclusivo interesse dello Stato o della pubblica amministrazione, non necessitano di iscrizione all Albo (legge 3/1976, articolo 3, comma 3, così modificato dall articolo 3, comma 1, della legge 152/1992). Da sottolineare che: gli iscritti a un Albo provinciale hanno la facoltà di esercitare la professione in tutto il territorio nazionale (legge 3/1976, articolo 3, così modificato dall articolo 3, comma 1, della legge 152/1992); non è consentita l iscrizione a più Albi provinciali (legge 3/1976, articolo 33, comma 1, così modificato dall articolo 10, comma 1, della legge 152/1992). M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 398 5/31/18 11:21 AM e lo d d ti a a a v d p e la d 2 n d b d z d S r p 2 n p

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini