2.3 Organi dell’Ordine e loro elezione

di il a a li . ) sa li o, o- o e i- ti di di ei ni o a o- o eil er v- a3 a a à P ORGANIZZAZIONE DELL ORDINE M 401 Le società tra professionisti, in base all articolo 1 del d.m. 34/2013, sono società costituite secondo uno dei modelli societari previsti dal nostro ordinamento che hanno l esercizio di una o più attività professionali come oggetto. Si parla di STP monodisciplinare quando l oggetto sociale della società professionale prevede l esercizio di una sola attività, mentre si ha una STP multidisciplinare quando l oggetto sociale prevede più attività professionali. Dal 22 aprile 2013 è possibile pertanto costituire una società tra professionisti. Dopo l omologazione dell atto costitutivo e statuto presso un notaio è necessaria una prima comunicazione al Registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio territorialmente competente, e successivamente procedere alla comunicazione all Ordine professionale di appartenenza o a quello dell attività prevalente nel caso di società interdisciplinari. Con l entrata in vigore della nuova disciplina, gli Ordini professionali dovranno istituire all interno dei propri elenchi una Sezione speciale dove iscrivere le STP. La domanda, da presentare all Ordine o all Albo di appartenenza, va corredata dalla seguente documentazione: atto costitutivo e statuto della società in copia autentica; certificato di iscrizione al Registro delle imprese; certificato di iscrizione all Albo; elenco o registro dei soci professionisti che non siano iscritti presso l Ordine o il Collegio cui è rivolta la domanda. Il diniego di iscrizione o di annotazione per mancanza di requisiti può essere pronunciato solo dopo che il legale rappresentante della società sia stato invitato a fornire al consiglio dell Ordine competente, anche verbalmente, entro un termine non inferiore a 15 giorni le proprie osservazioni. Il Consiglio dell Ordine presso cui è iscritta la società procede, nel rispetto del principio del contraddittorio, alla cancellazione della stessa dall Albo qualora, venuto meno uno dei requisiti previsti dalla legge, la società non abbia provveduto alla regolarizzazione nel termine perentorio di tre mesi. 2.3 Organi dell Ordine nazionale e territoriale. Costituiscono Organi dell Ordine: l Assemblea, il Consiglio e il Presidente. L Assemblea (regolamentata da vari articoli della legge 152/1992) può essere ordinaria (articolo 16), per l approvazione dei conti (articolo 17), straordinaria (articolo 18) e per l elezione del Consiglio (articolo 19). Essa è costituita da tutti gli iscritti, che deliberano in merito agli argomenti posti all ordine del giorno ed eleggono il Consiglio. Il Presidente viene, poi, eletto dagli stessi Consiglieri, tra i componenti del Consiglio. Il Consiglio dell Ordine rappresenta l organo elettivo cui è devoluta la gestione delle attività dell Ordine stesso, ed è scelto per votazione da tutti gli iscritti (con l esclusione dei sospesi: legge 3/1976, articolo 41, comma 4). Il Consiglio provvede all elezione tra i membri del Consiglio stesso (legge 3/1976, articolo 11) di un Presidente, iscritto alla Sezione A dell Albo (d.P.R. 169/2005, articolo 4, comma 1), un vicepresidente, un segretario e un tesoriere. Il numero dei componenti del Consiglio varia a seconda del numero di iscritti nelle Sezioni A e B, secondo le tabelle allegate al d.P.R. n. 169 dell 08/07/2005, allegato 1, e in modo tale che la percentuale di consiglieri afferenti alla Sezione A non sia inferiore al cinquanta per cento. Il dettaglio è riportato nella tabella che segue. M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 401 M 5/31/18 11:21 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini