2.3.1 Funzioni del Presidente, del Consiglio e

ni a no e a a el ni a i3, e eR. e o o o a è o ). odi ORGANIZZAZIONE DELL ORDINE M 403 Sono eletti, per ciascuna Sezione (A e B), coloro che hanno ricevuto il maggior numero di voti. Il Consiglio uscente rimane in carica fino all insediamento del nuovo Consiglio (d.P.R. 169/2005, articolo 3, comma 2). Il Consiglio eletto, una volta insediato, elegge tra i propri componenti un Presidente, che deve essere iscritto alla Sezione A dell Albo, un vicepresidente, un segretario e un tesoriere. 2.3.1 Funzioni del Presidente, del Consiglio e dell Assemblea. Il Presidente ha la rappresentanza dell Ordine, di cui convoca e presiede l Assemblea, ed esercita le attribuzioni conferitegli dalla legge o da altre norme; egli rilascia, inoltre, le tessere di riconoscimento nonché le attestazioni e i certificati relativi agli iscritti (legge 3/1976, articolo 12). Il Consiglio, oltre a quelle demandategli da altre norme, esercita le seguenti attribuzioni (di cui alla legge 3/1976, articolo 13): a. cura l osservanza della legge professionale e di tutte le altre disposizioni concernenti la professione ; b. vigila per la tutela del titolo di Dottore Agronomo e Dottore Forestale e svolge le azioni dirette al con- trasto dell esercizio abusivo della professione ; c. cura la tenuta dell Albo e provvede alle iscrizioni, alle cancellazioni e alle revisioni biennali ; d. dichiara decaduto dalla carica il Consigliere che non si presenti per tre riunioni consecutive, senza giustificato motivo (come previsto dall articolo 14 della legge 152/1992) ; e. adotta i provvedimenti disciplinari : oggi questo compito non è più attuale, in quanto il d.P.R. 137/2012 ha trasferito questa competenza ai Consigli di disciplina; f. provvede, su richiesta, alla liquidazione degli onorari in via amministrativa : oggi questo compito deve essere riconsiderato alla luce dell abolizione delle tariffe professionali stabilita dal d.l. 1/2012 (®Paragrafo 3.1). In questa sede è opportuno ricordare come, secondo l interpretazione di cui alla circolare n. 1/2013 del CONAF (®Paragrafo 2.3.3), le nuove disposizioni normative di cui al d.l. 1/2012 non fanno venir meno il potere dei Consigli dell Ordine di esprimersi sulla congruità delle parcelle in via amministrativa; l utilizzo delle abrogate tariffe è consentito solo per i lavori svolti e conclusi prima dell entrata in vigore del d.l. 1/2012. Per l attività di opinamento delle parcelle da parte del Consiglio dell Ordine Territoriale di lavori svolti successivamente, il professionista, nel formulare la richiesta di liquidazione della parcella, deve fornire al Consiglio dell Ordine una descrizione dettagliata ed esauriente della prestazione svolta, delle circostanze in cui la stessa è stata resa, dell importanza delle questioni trattate, nonché del risultato conseguito. Si pone l accento sull importanza di tale relazione scritta, in quanto unico documento di cui potrà disporre il Consiglio dell Ordine per valutare la corretta impostazione della parcella predisposta; g. provvede all amministrazione dei beni di pertinenza dell Ordine e compila annualmente il bilancio preventivo e il conto consuntivo da sottoporre all approvazione dell Assemblea ; h. designa i propri rappresentanti chiamati a far parte di commissioni presso pubbliche amministrazioni, enti o organismi di carattere locale ; i. designa i Dottori Agronomi e Dottori Forestali chiamati a comporre, in rappresentanza della categoria, la Commissione degli Esami di Stato per l abilitazione all esercizio professionale ; l. stabilisce, entro i limiti necessari a coprire le spese per il funzionamento dell Ordine, un contributo annuale, una tassa per l iscrizione nell Albo e una tassa per il rilascio di certificati, tessere e pareri sulla liquidazione degli onorari ; m. sospende dall Albo (osservate in quanto applicabili le disposizioni relative al procedimento disciplinare) l iscritto che non adempie al pagamento dei contributi dovuti al Consiglio dell Ordine e al Consiglio Nazionale : oggi questo compito non è più attuale, in quanto il d.P.R. 137/2012 ha trasferito anche questa competenza ai Consigli di disciplina; n. cura il perfezionamento tecnico e culturale degli iscritti. M Le delibere del Consiglio sono prese a maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le veci (legge 3/1976, articolo 13, comma 2). Il Consigliere eletto che non si presenta a tre riunioni consecutive senza giustificato motivo e che per tale motivo decade dalla carica viene sostituito dal primo dei candidati non eletti iscritto alla medesima Sezione dell Albo (legge 3/1976, articolo 14, comma 2). M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 403 5/31/18 11:21 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini