2.3.3 Consiglio Nazionale dell’Ordine (CONAF)

e o ei na e a oo r di il a le o oo di il nà oe à hi sà n ri il sì e, er o- o a ORGANIZZAZIONE DELL ORDINE M 405 d. costituisce commissioni di studio per i problemi di sua competenza; e. raccoglie informazioni, notizie e dati di interesse regionale e li diffonde tra gli iscritti, sia per il tramite degli Ordini sia direttamente, anche attraverso un proprio organo di stampa; f. promuove e coordina sul piano regionale le attività di aggiornamento e di formazione tra gli iscritti agli Ordini; g. può compiere studi, indagini e altre attività anche su commessa e con contributi della pubblica ammi- nistrazione. 2.3.3 Consiglio Nazionale dell Ordine (CONAF). Se la Federazione costituisce un organo di coordinamento a livello regionale per gli Ordini provinciali, a livello nazionale l attività ordinistica è coordinata dal Consiglio dell Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (legge 3/1976, articolo 22), comunemente noto come Ordine Nazionale (CONAF). Esso è costituito dagli Ordini territoriali dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali ed espleta le funzioni attribuitegli dalla legge. Sono organi di tale ente il Consiglio (legge 3/1976, articolo 23), che elegge al suo interno un Presidente iscritto alla Sezione A dell Albo (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 10), un vicepresidente e un segretario (legge 3/1976, articolo 24). I quindici componenti il Consiglio Nazionale sono eletti direttamente dai Consigli degli Ordini provinciali (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 5). I Consiglieri restano in carica per cinque anni e non possono essere eletti per più di due volte consecutive (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 1 e comma 2). Anche all interno di tale Consiglio la ripartizione tra iscritti alle due Sezioni è regolamentata dal legislatore. Il Ministro della Giustizia stabilisce il giorno nel quale tutti i Consigli territoriali procedono all elezione (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 6). Entro le quarantotto ore precedenti, il Consiglio Nazionale deve pubblicare sul proprio sito Internet i nominativi dei candidati (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 6). All elezione del Consiglio Nazionale si procede presso ciascun Ordine territoriale. A tal fine è convocata un apposita seduta di Consiglio che delibera, a maggioranza dei presenti, i quindici candidati che intende eleggere, scelti fra i nominativi di coloro che si sono candidati (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 5). La scheda con i nominativi dei candidati votati viene immediatamente trasmessa al Ministero. A ogni nominativo indicato sulla scheda sono attribuiti i voti spettanti all Ordine, che sono in funzione del numero degli iscritti (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 5). Il numero di voti spettanti per ogni Ordine territoriale dipende dal numero di iscritti (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 4); a ciascun Consiglio spetta: un voto per i primi 100 iscritti o frazione di 100, quando gli iscritti sono fino a 200; un voto ogni 200 iscritti, quando gli iscritti sono fino a 600; un voto ogni 300 iscritti, quando gli iscritti sono oltre 600. Il Consiglio uscente resta in carica fino all insediamento del nuovo Consiglio (d.P.R. 169/2005, articolo 5, comma 1). Il Consiglio dell Ordine Nazionale esercita le seguenti funzioni (legge 3/1976, articolo 26): M a. esprime, quando è richiesto dal Ministro della Giustizia, il proprio parere sui progetti di legge e di regolamento che interessano la professione; b. coordina e promuove le attività dei Consigli degli Ordini intese al perfezionamento tecnico e culturale degli iscritti; c. esprime il parere sulla costituzione di nuovi Ordini; d. esprime il parere sulla fusione degli Ordini; e. esprime il parere sullo scioglimento dei Consigli degli Ordini e la relativa nomina di Commissari stra- ordinari; M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 405 5/31/18 11:21 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini