2.5 La Carta Universale dell’Agronomo

o di eà à o la e ope e io, e m- i, rel o li e ei il ae il e o o e e n ono oo el ORGANIZZAZIONE DELL ORDINE M 409 2.5 La Carta Universale dell Agronomo. Tra i documenti di rilevanza per la definizione del ruolo del Dottore Agronomo e Dottore Forestale vi è la Carta di Vieste , redatta in occasione del X Congresso dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali tenutosi nel 1997 nella località pugliese. Questo documento aveva per oggetto lo sviluppo rurale sostenibile e sottolineava l impegno del Dottore Agronomo e Dottore Forestale a difesa dei principi di sostenibilità, che in seguito hanno trovato stabile collocazione nella Carta Universale dell Agronomo . Gli Agronomi nel VI Congresso Mondiale di Milano, ambientato in EXPO2015, Padiglione della Fattoria Globale del Futuro - Farm LAB , hanno infatti approvato la Carta Universale dell Agronomo, che definisce i principi etici per lo sviluppo professionale nel rispetto delle comunità delle persone, di ogni Paese e Continente. 1. Per il cibo e la salute. L Agronomo, in qualità di progettista del cibo, assicura l ottimizzazione dei processi produttivi lungo tutta la filiera agroalimentare, difendendo i principi di un alimentazione sana e nutriente, che soddisfi le necessità alimentari globali riducendo gli scarti e garantisca la salubrità delle produzioni e la salute ed il benessere del consumatore. La difesa all alimentazione comporta per il professionista un attività cosciente e razionale su diversi fronti. Le competenze dell Agronomo coinvolgono la progettazione del cibo, la gestione attiva nonché la riduzione degli scarti, ma anche la formazione e l informazione del consumatore per renderlo più consapevole del valore alimentare dei prodotti. Per ottenere un tenore qualitativamente elevato del cibo è necessario che misure di qualità caratterizzino le intere fasi produttive lungo la filiera agroalimentare, dalla prima fase di produzione, alla seconda di trasformazione a quella successiva di distribuzione. Il ruolo dell Agronomo nei processi di filiera è quello di garantire e certificare che ciascun attore applichi tutte le misure necessarie al fine di poter assicurare al consumatore finale un alto livello di qualità e di sicurezza dell alimento e in misura sufficiente per tutti gli abitanti del pianeta. 2. Per la sostenibilità. L Agronomo nello svolgimento della propria attività deve applicare azioni che non depauperano le risorse del pianeta in modo da garantire i bisogni del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare quelli delle generazioni future. La salvaguardia della sostenibilità è un dovere etico e ambientale del professionista, soprattutto in un mondo sempre più affollato in cui le risorse ecosistemiche vanno gestite con coscienza sociale ed equità. Un cattivo uso di risorse in tempi in cui ancora milioni di persone soffrono la fame, è intollerabile non solo dal punto di vista etico, ma anche ambientale perché rappresenta un consumo di risorse naturali inutile e quindi dannoso. 3. Per la biodiversità. L Agronomo assicura la custodia della biodiversità; si impegna a sviluppare e tramandare la diversità genetica per il cibo e per l agricoltura e garantisce per le generazioni future la variabilità fra tutti gli organismi viventi, inclusi, ovviamente, quelli del sottosuolo, dell aria, gli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e i complessi ecologici dei quali fanno parte (CBD, Rio de Janeiro, 1992). La tutela della biodiversità comporta per il professionista l obbligo morale nei confronti delle generazioni future di garantire nelle attività di pianificazione e progettazione l equilibrio tra biodiversità e miglioramento genetico, incentivando nelle dinamiche delle fattorie le pratiche agricole che contribuiscono a formare ecosistemi M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 409 M 5/31/18 11:21 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini