4.1.2 Indici tecnici

o ai rnsì a o o zi o si a ara e INDICI DI BILANCIO E ANALISI GESTIONALE M 41 Alle volte, quando si conduce un analisi temporale, si pone uguale a 100 il totale degli impieghi dell anno iniziale. I valori così calcolati consentono di evidenziare la composizione interna degli Impieghi finanziari e delle Fonti di finanziamento rispetto agli investimenti effettuati. L analisi delle componenti del Conto economico e dello Stato patrimoniale rappresenta solo un primo gradino nella scala dell analisi di bilancio, in quanto non è in grado di fornire un quadro di riferimento complessivo sulla gestione aziendale. necessario quindi procedere a un ampliamento dell orizzonte di analisi introducendo informazioni che non derivano direttamente dalla lettura dei bilanci, ma che sono strettamente connesse con i risultati gestionali. Ci si riferisce in particolare ad indicazioni di carattere fisico sulla disponibilità di risorse presso l azienda (terra, manodopera, ecc.), che formulate sotto forma di indici forniscono un profilo strutturale aziendale. 4.1.2 Indici tecnici. L analisi di bilancio non può limitarsi quindi ai soli valori presenti nei prospetti contabili, ma deve abbracciare la totalità dell azienda considerando le risorse a disposizione in termini anche fisici e non solo monetari. Gli indici tecnici sono calcolati per conoscere, attraverso opportuni rapporti tra le quantità dei fattori di produzione, le caratteristiche tecniche dell impresa e i livelli di intensivizzazione. I principali indici utilizzati riguardano la disponibilità di terra, lavoro, macchine e bestiame. Per quanto riguarda il lavoro e il bestiame in agricoltura vengono adottate delle particolari unità di misura che sono, rispettivamente, le Unità di Lavoro (UL) e le Unità Bovine Adulte (UBA). Ecco di seguito una descrizione degli indici proposti. 1. SAU/UL (rapporto fra la Superficie Agricola Utilizzata e le Unità di Lavoro): misura la quantità di terra coltivata a disposizione di ogni lavoratore a tempo pieno. Il valore deve essere interpretato, tenendo conto dell indirizzo produttivo e della qualità della terra a disposizione, comparando tra loro aziende simili. Esso è una misura dell intensività di uso relativa del fattore terra. 2. CV/UL (Cavalli Vapore per Unità di Lavoro): è un indice analogo al precedente che misura il grado di meccanizzazione aziendale in termini di potenza disponibile. Non di rado si evidenzia come nelle aziende agricole sia presente una eccessiva meccanizzazione. 3. KT/UL (Capitale Tecnico per addetto): a differenza del precedente rapporto viene considerato al numeratore il valore del parco macchine aziendale al netto delle relative quote di ammortamento. Questo consente di esprimere valutazioni anche sul grado di obsolescenza delle attrezzature oltre che sull intensità di utilizzo. 4. UBA/UL (Unità Bovini Adulti per addetto): per le aziende con allevamenti è utile identificare il grado di intensivizzazione zootecnica rispetto al lavoro. Il livello dell indice consente di esprimere giudizi sul tipo di allevamento a seconda che sia industriale, tradizionale, allo stato brado o in batteria. 5. K/UL (Capitale agrario per unità di lavoro): questo parametro è simile a KT/UL ma include al numeratore il valore del bestiame, delle scorte e delle anticipazioni colturali, offrendo una misura degli investimenti aziendali non legati al possesso dei terreni. M01_1_Economia_Agraria.indd 41 M 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini