3.4 Formazione professionale

1, ri a mi e. o li ti n. 5, a o el i a ea a sr aer io. odi a; nei a a; a; ul- ri ui nsi ATTIVIT PROFESSIONALE E FORMAZIONE M 415 sia già assicurato e volesse aderire all assicurazione collettiva, invece, dovrà valutare il proprio rischio individuale inserendo nel portale SIDAF il tipo, il numero e il valore medio delle prestazioni eseguite per calcolare il VCR (Valore di Rischio) e il VOP (Valore dell Opera Ponderato). La somma di queste informazioni, oltre a individuare il rischio specifico di ogni singolo iscritto e quindi a quantificarne il premio assicurativo, serve anche nel complesso a valutare il rischio delle attività professionali dell intera categoria considerato che si tratta di una polizza collettiva. All Ordine territoriale compete la vigilanza sull adempimento assicurativo degli iscritti che, in applicazione dell art. 5, comma 2, del d.P.R. 137/2012, possono essere sottoposti a procedimento disciplinare in assenza di idonea assicurazione. 3.4 Formazione professionale. La riforma delle professioni ha imposto a tutti i professionisti l obbligo di seguire un percorso di formazione professionale continua. Tutti i Dottori Agronomi e Dottori Forestali devono curare la formazione e l aggiornamento professionale al fine di poter esercitare la propria attività in maniera adeguata. Il CONAF, nella seduta di Consiglio del 23 ottobre 2013, con deliberazione n. 308, ha approvato il Regolamento CONAF 3/2013 Regolamento per la formazione professionale continua . Sono soggetti all obbligo formativo tutti gli iscritti che esercitano la libera professione in qualsiasi forma, anche in modo occasionale. Gli iscritti che esercitano attività professionale nell esclusivo interesse dello Stato o della pubblica amministrazione, non sono tenuti al rispetto dell obbligo formativo (articolo 15, comma 2). L obbligo di formazione continua a decorrere dal 1° gennaio dell anno successivo a quello di prima iscrizione (articolo 5, comma 1) e il periodo di valutazione della formazione continua hanno durata triennale (articolo 5, comma 3). Nell ambito di tale Regolamento, all articolo 4, è stata definita l unità di misura della formazione continua: il Credito Formativo Professionale (CFP), che equivale a 8 ore di attività formativa. Ogni iscritto deve conseguire, nel triennio, almeno 9 CFP, di cui almeno 2 CFP in ogni singolo anno (articolo 5, comma 5); inoltre, almeno 1 CFP ogni triennio deve derivare da attività formative aventi per oggetto attività metaprofessionali (attività di apprendimento riguardante l ordinamento, la deontologia, la previdenza, la fiscalità, la tutela dei dati personali, la tutela della salute e della sicurezza negli studi professionali, la comunicazione, l informatica, le lingue, l organizzazione dello studio professionale). Per i nuovi iscritti sussiste l obbligo di acquisire almeno 1 CFP da attività formative metaprofessionali entro l anno successivo a quello di prima iscrizione (articolo 5, commi 5, 6 e 7). Il Regolamento prevede, all articolo 15, i seguenti casi in cui il Consiglio dell Ordine può esonerare, anche parzialmente, l iscritto dallo svolgimento delle attività formative: a. maternità, per un anno; b. eventi quali: grave malattia o infortunio, servizio militare volontario o civile, assenza dall Italia, che determinino l interruzione dell attività professionale per almeno sei mesi; c. altri casi di documentato impedimento derivante da accertate cause di forza maggiore o da situazioni incompatibili con l esercizio dell attività professionale. Le modalità di attribuzione dei CFP al singolo iscritto vengono definite dal Regolamento CONAF 3/2013. Il mancato rispetto delle norme in materia di formazione professionale continua costituisce illecito disciplinare e, come tale, può essere sanzionato con l adozione a carico dell iscritto inadempiente di provvedimenti proporzionati alla gravità del fatto . M09_Dott.Agronomi&Forestali.indd 415 M 5/31/18 11:21 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini