4.1.3 Indici economici

M 42 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA 6. M/SAU (Miglioramenti fondiari per ettaro): esprime il valore di tutte quelle opere, spesso condotte in economia, destinate a valorizzare il capitale fondiario (es. opere di drenaggio, recinzioni, laghetti per irrigazione, ecc.), e fornisce un indice della dinamicità aziendale intesa come volontà di migliorare le proprie dotazioni strutturali. Attenzione però a valutare questo rapporto in quanto rientrano nella categoria miglioramenti fondiari anche gli impianti di frutteti, vite, olivo, ecc. legatzi a cicli biologici e non a strategie aziendali. 7. SAF/SAU (Quota della superficie destinata all alimentazione animale): indica la quota di superficie investita in produzioni vegetali destinate ai processi produttivi zootecnici (foraggi e cereali), rispetto alla SAU. Questo valore fornisce due indicazioni: la prima relativa all importanza che riveste il settore zootecnico nell azienda analizzata; la seconda ci dice quanta parte di superficie sarebbe disponibile se si decidesse di abbandonare le attività zootecniche o di acquistare il mangime piuttosto che produrlo. Oltre agli indici tecnici qui proposti, si possono formulare tantissimi altri rapporti in relazione alle specificità delle aziende da analizzare e al grado di analiticità che si vuole raggiungere. Per esempio è consigliato il calcolo degli indici dal 2 al 5 ponendo al denominatore la SAU al posto delle UL in modo da poter esprimere valutazioni rispetto, oltre che al lavoro, anche al fattore terra. 4.1.3 Indici economici. Gli indici tecnici non considerano in alcun modo le componenti del Conto economico che abbiamo riclassificato precedentemente. Mostriamo invece un elenco di indici calcolati ponendo al numeratore alcuni degli aggregati economici elaborati nello schema di riclassificazione. Il quadro strutturale offerto dagli indici tecnici viene così completato da una serie di informazioni relative alle caratteristiche economiche dell azienda analizzata. 1. PLV/UL (Produzione Lorda Vendibile per Unità di Lavoro): esprime la produttività del lavoro, misurata in lire per occupato. Tanto più assume valori elevati, tanto migliore è da considerarsi l efficienza economica per addetto. 2. PLV/SAU (Produzione Lorda Vendibile per ettaro): misura la produttività della terra, e la sua analisi viene affiancata a quella dell indice PLV/UL in quanto entrambi sono parametri fondamentali che forniscono una prima indicazione sul grado di redditività dell azienda anche se occorre ricordare che nella PLV non sono considerate quelle componenti di costo che potrebbero in teoria ribaltare i risultati in termini di reddito. Inoltre elevati livelli di questi indici potrebbero derivare da un rapporto tra valori assoluti di modesta entità (es. basse produzioni su piccolissime superfici). 3. VA/SAU (Valore Aggiunto per ettaro): evidenzia quanti euro di valore aggiunto sono stati ottenuti da ogni ettaro di terra lavorato. Comparato a PLV/SAU, essendo inclusa in questo la categoria dei costi variabili e delle spese generali, consente di valutare indirettamente l incidenza di tali costi. In una agricoltura moderna, dove è sempre più elevato il peso assunto dai consumi intermedi (costi dei fattori di produzione variabili), un livello di questo indice superiore alla media è un positivo segnale di efficienza della gestione. 4. RO/UL (Reddito Operativo per unità di lavoro): mostra la redditività unitaria del lavoro della gestione caratteristica. Quindi considera solo le attività derivanti dalla produzione di beni e servizi agricoli. M01_1_Economia_Agraria.indd 42 6/14/18 4:32 PM 5 6 4 a n p p a e a a r m c p ( C r a t u d r d o Q e d m u R d a

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini