1.1.2 Il compenso che spetta al CTU

L ARBITRATO Il CTU dovrà affrontare il suo compito con responsabilità e diligenza ma deve essere anche ben preparato per ben operare. Per redigere una relazione di consulenza corretta nella forma, e soprattutto nella sostanza, è doveroso il riferimento ad alcuni punti fermi, che sono: neutralità, conoscenza del metodo, indagini di mercato, rigore nella logica delle elaborazioni da compiere, chiarezza espositiva e giustificazione delle scelte. Un ultima notazione in ordine alla sostanza della relazione di consulenza riguarda le valutazioni che hanno per oggetto un bene immobile: è necessario infatti allegare la documentazione del riferimento a un dato mercato immobiliare, altrimenti il giudice potrebbe respingere le relazioni scarsamente motivate. Di conseguenza è necessaria la documentazione della ricerca dei prezzi reali, con l indicazione delle fonti (agenzie immobiliari, studi professionali, Agenzia delle Entrate, ecc.) evitando di ricorrere a frasi generiche. Alla relazione devono essere allegati i verbali dei sopralluoghi effettuati e la documentazione prodotta dalle parti, oltre a quella che il CTU ritiene utile alla sua esposizione, come fotografie, planimetrie, ecc. Anche i consulenti di parte possono redigere una loro relazione. di io o- mti o aue e e o, e adi i, 1.1.2 Il compenso che spetta al CTU. Il CTU ha diritto a ricevere un compenso (regolato dal d.P.R. n. 115/2002 e dal d.m. del 30/05/2002). Le competenze sono calcolate dal cumulo degli onorari, dai compensi accessori, dalle spese da rimborsare e dalle eventuali maggiorazioni. Gli onorari, secondo le modalità di determinazione, possono essere valutati: a. in base al tempo impiegato sia per i colloqui con il giudice, sia per i sopralluoghi e ricerche che per la stesura della relazione (il compenso viene definito a vacazione ). Viene calcolata una vacazione per ogni ora o frazione di ora, tenendo conto anche dei tempi di trasferimento. II giudice non può liquidare più di otto vacazioni giornaliere per lavori in residenza e più di dieci per lavori fuori sede. Nel caso di lavori eseguiti in condizioni particolari o disagiate, l onorario della vacazione può subire una maggiorazione. Ciò può avvenire per lavori topografici, catastali, miglioramenti fondiari, assestamento forestale, valutazione delle scorte morte e nelle riconsegne; b. in base alla percentuale dei valori e dei costi, quando il giudice deve liquidare onorari relativi a stime, consulenze, curatele, progettazioni, collaudi; c. a discrezione, quando vengono applicate particolari tariffe per liquidare onorari per analisi in genere. o. e e te e ei sa o a, o omo no o n- M 423 M.11 M 2. L arbitrato Le parti in causa possono decidere di comporre le controversie rimettendole alla decisione di esperti, da loro eletti, chiamati arbitri. Tale accordo prende il nome di compromesso. Con il compromesso la lite non è eliminata (come avviene nella transazione), ma soltanto deferita alla cognizione degli arbitri. Quando le parti, anziché raggiungere un compromesso per una controversia in atto, si accordano per far risolvere da arbitri una eventuale controversia che possa derivare da un contratto, si parla di clausola compromissoria. Mentre il compromesso si riferisce a una controversia in atto, la clausola compromissoria si riferisce a una possibile controversia futura in relazione a un rapporto contrattuale. Gli arbitri possono essere uno o più (collegio arbitrale), ma sempre in numero dispari in modo da garantire che, in caso di dissenso, si possa formare una maggioranza. Essi non possono essere reclutati tra i minori, gli interdetti, gli inabilitati, i falliti. La parte può ricusare un arbitro che essa non ha nominato, per gli stessi motivi previsti per i consulenti tecnici. Sono escluse dall arbitrato le controversie di lavoro, quelle in materia M11_Professione_legale.indd 423 5/31/18 11:25 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini