2.1 Il compenso che spetta agli arbitri

M 424 ECONOMIA E POLITICA AGRARIA, ESTIMO - LA PROFESSIONE IN AMBITO LEGALE di assistenza e previdenza obbligatorie, quelle riguardanti questioni di stato o di separazione personale, nonché quelle che non possono formare oggetto di transazione. Tanto il compromesso quanto la clausola compromissoria devono essere fatti per iscritto e determinare l oggetto della controversia; diversamente, sono considerati nulli. Le parti possono stabilire nel compromesso, nella clausola compromissoria, o con atto scritto successivo, le norme che gli arbitri devono osservare nel procedimento. Se mancano tali norme, gli arbitri hanno facoltà di regolare lo svolgimento del giudizio nel modo che ritengono più opportuno. In ogni caso devono assegnare alle parti i termini per presentare documenti e memorie e per esporre le loro repliche. Il giudizio emesso dagli arbitri è detto lodo arbitrale. Esso viene deliberato a maggioranza di voti, dopo discussione, formulato per iscritto e deve contenere: a. l indicazione delle parti; b. l indicazione dell atto di compromesso o della clausola compromissoria e dei relativi quesiti; c. l esposizione dei motivi del contendere; d. il dispositivo (sentenza arbitrale); e. l indicazione del giorno, mese, anno e luogo in cui viene sottoscritto; f. la sottoscrizione di tutti gli arbitri. Il lodo è valido anche se è stato sottoscritto dalla maggioranza degli arbitri, purché contenga la dichiarazione che è stato deliberato con l intervento personale di tutti e che gli altri non hanno voluto o potuto sottoscriverlo. Deve poi essere depositato presso la cancelleria del tribunale del luogo in cui è stato pronunciato, entro cinque giorni dalla data di sottoscrizione. Il giudice, accertata la regolarità formale dell atto, lo dichiara esecutivo con decreto conferendogli così l efficacia di sentenza. Del provvedimento è data notizia alle parti dalla cancelleria. 2.1 Il compenso che spetta agli arbitri. Gli arbitri hanno diritto a un compen- so, liquidato dalle parti, per l opera prestata (a meno che non vi abbiano rinunciato al momento dell accettazione o con successivo atto scritto) e al rimborso delle spese. Gli arbitri possono stabilire, essi stessi, l ammontare del compenso. Tale liquidazione non è però vincolante per le parti. Nel caso di non accettazione, l ammontare delle spese e dell onorario è determinato, con ordinanza non impugnabile, dal presidente del tribunale su ricorso degli arbitri, e sentite le parti. M.11 3. La relazione di stima II perito estimatore, nella sua normale attività che può essere anche di natura legale, dopo aver svolto tutte le operazioni che gli consentono di esprimere il giudizio di stima deve rendere conto al committente sia dei procedimenti adottati che dei risultati ottenuti. Nella maggior parte dei casi, il processo estimativo viene esposto per iscritto in uno speciale documento detto relazione di stima. Essa riguarda le stime e le consulenze extragiudiziali, ossia non legate a un incarico da parte del giudice, altrimenti, come già detto, viene detta relazione di consulenza. Come la relazione di consulenza, anche la relazione di stima deve comunque presentare caratteri di chiarezza, di concisione, di aderenza alle motivazioni del quesito posto e di ordine espositivo. In tutti i casi deve evidenziare la natura del quesito, l aspetto economico utilizzato, il processo logico della valutazione, sia essa tecnica che economica, i dati su cui poggia la valutazione e la loro elaborazione con le relative conclusioni. Non deve altresì indugiare in divagazioni strettamente dottrinali perché renderebbero pesante l esposizione a scapito della sua sobrietà. Infine, la struttura ricalca quella già descritta per il CTU. M11_Professione_legale.indd 424 5/31/18 11:25 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini