4.1.4 Indici della redditività

e, e a ua li a vi aa si t- n e eo, onoci e à i- a, o à e iri o a e e e di el a INDICI DI BILANCIO E ANALISI GESTIONALE M 43 5. RN/UL (Reddito Netto per addetto a tempo pieno): misura la redditività unitaria globale, estendendo l analisi alle altre componenti reddituali atipiche o straordinarie. Dalla comparazione tra RO/UL e RN/UL è possibile dedurre immediatamente se il reddito è garantito dai processi produttivi tipici o da attività straordinarie od occasionali. 6. K/VA (Capitale agrario diviso il Valore Aggiunto): consente di esprimere valutazioni sull efficienza degli investimenti aziendali, intesa come capacità di ottenere adeguati livelli di VA a parità di dotazione di macchine e/o di consistenza degli allevamenti (da valutare in questo caso anche l incidenza della gestione delle scorte). 4.1.4 Indici della redditività. Si riferiscono in particolare alla redditività dei capitali aziendali, considerata come capacità degli investimenti effettuati di generare componenti economiche positive e quindi reddito. Il primo indice della redditività è costituito dal ROE (Return On Equity). Il ROE (rapporto tra reddito operativo e capitale proprio) definisce la redditività del capitale proprio e misura, per ogni euro di capitale di proprietà investito, quanti ne sono ritornati alla fine dell anno contabile sotto forma di reddito netto. L indice è preferibilmente espresso in termini percentuali per renderlo simile a un ipotetico tasso di interesse attivo che l imprenditore sarebbe riuscito a ottenere investendo il proprio denaro nelle attività aziendali. Il successivo indice, ROI (Return On Investments), è formulato come rapporto tra il reddito operativo e il capitale investito totale, e individua la redditività degli investimenti totali. Il reddito operativo è già stato presentato nella riclassificazione del Conto economico. Il Capitale investito è invece costituito dal totale delle Fonti di finanziamento impiegate dall azienda, comprese quindi sia quelle messe a disposizione dalla proprietà (capitale netto o sociale) sia quelle di finanziatori esterni (fornitori, banche, ecc.). Come il ROE, anche il ROI viene espresso in percentuale; fornisce indicazioni sul rendimento del capitale in azienda indipendentemente dal soggetto finanziatore. In altre parole misura la valorizzazione di cento euro investiti nel periodo intercorso, attraverso le attività considerate tipiche. Attenzione quindi! Mentre il ROE rappresenta un utile indicatore per l imprenditore per verificare la sua convenienza a mantenere delle risorse in azienda, il ROI permette di valutare la capacità dell impresa di produrre un reddito operativo adeguato al volume delle risorse finanziarie utilizzate. Per rendere più agevole la comprensione dei due indici fin qui presentati, introduciamo ora il ROD (Return On Debts), calcolato come rapporto tra il totale degli oneri finanziari e le risorse finanziarie di terzi utilizzate nella gestione aziendale. Questo parametro stima il costo del denaro preso a prestito nel corso dell anno e, se percentualizzato, è assimilabile a un tasso di interesse passivo medio pagato dall azienda. Dunque se il ROD esprime il costo dei finanziamenti, il ROI esprime il loro rendimento globale: la differenza tra i due indica se l azienda è stata in grado di generare un reddito sufficiente per pagare gli interessi sui debiti. La differenza tra ROI e ROD viene identificata con il termine effetto leva finanziaria in quanto consente di evidenziare in che modo l indebitamento concorre nella formazione del reddito aziendale. M01_1_Economia_Agraria.indd 43 M 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini