4.2 Valutazione preventiva delle scelte nel breve periodo

M 44 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA Oltre al caso particolare in cui i due indici risultino identici (effetto leva nullo), vi possono essere altre due circostanze: se il ROI è maggiore del ROD significa che il reddito operativo ha permesso di coprire i costi derivanti dal denaro preso a prestito ed esiste un ulteriore margine che va a favore dell imprenditore. Se ne deduce che se anche in futuro l azienda potrà mantenere questi livelli di redditività, sarebbe conveniente ricorrere ulteriormente ai finanziatori esterni: infatti per ogni euro di debito aggiuntivo, la differenza ROI-ROD va a incrementare il reddito netto (effetto leva positivo); viceversa, nel caso in cui il ROI risulti inferiore al ROD, l azienda non è stata in grado di generare un reddito tale da coprire gli oneri finanziari. Da un lato, l imprenditore è costretto a rifondere la differenza, e dall altro deve assolutamente limitare il ricorso a finanziatori esterni se non vuole compromettere anche i futuri risultati gestionali (effetto leva negativo). L ultimo indice della redditività è il ROS (Return On Sales), formato dal rapporto tra reddito operativo e PLV, che misura la quota di reddito derivante dalla gestione tipica. Maggiore è il suo valore, migliore è stata la capacità dell azienda di conseguire prezzi di vendita remunerativi e/o di limitare i costi dei fattori di produzione. 4.2 Valutazione preventiva delle scelte nel breve periodo. Previsione, organizzazione e pianificazione rappresentano i momenti iniziali dell attività di gestione dell imprenditore. Questi, dopo aver valutato, in sede consuntiva, l efficienza dell azienda nell esercizio precedente, deve fare le previsioni relative al nuovo esercizio e organizzare al meglio i fattori produttivi a sua disposizione. in questo momento che si devono effettuare scelte importanti relative al breve periodo, che possono riguardare: modifiche da apportare rispetto a combinazioni produttive che in sede consuntiva sono risultate poco efficienti; innovazioni tecniche da introdurre. Esse devono anche tener conto dei seguenti fattori: tendenze del mercato; tendenze della politica agricola nazionale e internazionale. Le scelte economiche che l imprenditore deve affrontare nel breve periodo possono riguardare vari settori descritti di seguito. a. L ordinamento: nell ambito di una determinata combinazione produttiva: quali colture attuare? Con quali avvicendamenti? Con quali consociazioni? b. Gli allevamenti zootecnici: quanti e quali alimenti somministrare? c. La quantità di mezzi chimici e di fertilizzanti da impiegare. L imprenditore esegue le sue scelte economiche confrontando i risultati produttivi relativi alle diverse situazioni prospettate. Secondo l analisi classica, i parametri che possono essere adottati per eseguire il confronto sono diversi e si dicono indici di convenienza economica. Fra essi ricordiamo il prodotto netto sociale, il valore aggiunto, il prodotto netto aziendale, il reddito netto. Dei vari ordinamenti produttivi possibili, l imprenditore prevede la misura dell indice prescelto (es. il reddito netto). La combinazione produttiva più conveniente sarà quella cui corrisponde il massimo reddito netto. In sostanza, vi è una situazione di partenza (attuale) caratterizzata da determinati caratteri del fondo e da un determinato ordinamento produttivo, che può essere in vario modo modificata nel breve periodo. Sulla base delle previsioni circa M01_1_Economia_Agraria.indd 44 6/14/18 4:32 PM i è p r p s c s c c c li a a p b d c s c r s p tu il d 4 z m s c l v c z t c n m z a d te

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini