4.2.1 Ordinamento colturale

vi oe à ai D o e o li a a. di re ae si : a e o l- vi e di gvi ). o a ò a INDICI DI BILANCIO E ANALISI GESTIONALE M 45 i risultati economici delle modificazioni che si possono portare alla situazione iniziale, è economicamente conveniente ogni modificazione che aumenti il reddito netto; la più conveniente è quella che lo aumenta in misura massima. Non sempre è necessario impostare il bilancio del reddito nella sua forma completa; talvolta è sufficiente prevedere le variazioni, in aumento o in diminuzione, conseguenti alla modificazione studiata e, quindi, la variazione di reddito. L analisi può limitarsi alle sole variazioni che hanno peso decisivo sul risultato. Quanto sopra conduce a considerare la necessità di eseguire bilanci riferiti a un singolo settore dell attività produttiva (una singola coltura, un complesso di colture, un allevamento). Tali elaborazioni costituiscono i cosiddetti bilanci parziali o settoriali, che sostanzialmente seguono lo schema e il contenuto del bilancio economico dell intera azienda, con qualche adattamento. Solitamente i ricavi del bilancio parziale sono costituiti dalla produzione lorda totale, anziché da quella vendibile, dato che l eventuale reimpiego di una parte del prodotto avviene spesso in una diversa branca dell attività produttiva. il caso della paglia prodotta da un cereale, il cui reimpiego avviene nell attività zootecnica; pertanto nel bilancio parziale della coltura cerealicola dovrà includersi, tra i ricavi, anche il valore di tale prodotto. Analogamente, nel bilancio settoriale dell attività zootecnica, dovrà comprendersi tra i ricavi il valore del letame prodotto, il cui reimpiego avviene nel settore delle coltivazioni. Analoghe considerazioni vanno fatte per quanto attiene l analisi dei costi, in quanto alcuni di essi possono derivare dall impiego di mezzi produttivi provenienti da altri settori dell attività aziendale. logico che tali elementi del costo vanno computati come se si trattasse di effettivi esborsi relativi ad acquisti extra-aziendali. Per esempio, il bilancio parziale della coltura del mais dovrà comprendere, tra i costi, anche il valore dell eventuale letame prodotto dall attività zootecnica e reimpiegato per tale coltura. Per contro, il bilancio dell allevamento zootecnico dovrà computare il costo relativo all impiego del mais prodotto in azienda e reimpiegato per l alimentazione del bestiame. 4.2.1 Ordinamento colturale. Per ordinamento colturale si intende la combinazione delle colture scelte e praticate in azienda e la superficie destinata alle medesime. Il giudizio di convenienza nell adottare una coltura anziché un altra può basarsi su un bilancio parziale detto conto colturale. Il conto colturale, contrapponendo i ricavi ai costi, fa emergere l utile netto relativo alla coltura esaminata, che costituisce l indice di convenienza. Si consideri, però, che i conti colturali hanno soltanto un valore indicativo in quanto l azienda è un unità economica complessa, nella quale costi e ricavi risultano, almeno in parte, correlati. In altri termini, per ottenere giudizi sicuri è preferibile confrontare i risultati produttivi relativi alle soluzioni prospettate mediante bilanci generali dell azienda nel suo complesso. Il maggior problema che si pone nella redazione di un conto colturale è quello dei costi connessi. Poiché nell azienda si ottengono più prodotti, alcuni costi sono specifici di ciascun settore, mentre altri sono connessi, ossia relativi a più produzioni, talvolta a tutte le produzioni. Ne deriva il problema di ripartire i costi connessi fra le varie attività al fine di attribuirne una quota parte al conto colturale da redigere. Vari sono i procedimenti di ripartizione proposti. Per esempio, il costo relativo alla manodopera prestata dagli operai a tempo indeterminato può essere ripartito in base ai tempi di lavoro prestati in ciascuna attività M01_1_Economia_Agraria.indd 45 M 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini