4.2.2 Mezzi fertilizzanti

M 46 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA aziendale. Peraltro, quando non si trova alcun procedimento valido, si ricorre a un attribuzione di tipo empirico, come l adozione della voce Spese generali quantificando mediante una percentuale sul valore della produzione lorda. Questo procedimento rende il conto colturale alquanto approssimativo e tale da assumere un valore soltanto indicativo. Occorre, quindi, avere la percezione dei limiti entro i quali i conti colturali possono avere applicazione e, soprattutto, riferirli sempre a una concreta azienda agraria, evitando di dar loro un carattere generale. In particolare, l utilità di questi bilanci parziali consiste nel permettere all imprenditore di formulare giudizi di convenienza circa la scelta di colture simili, quando non abbia notevoli ripercussioni sul complesso dell attività aziendale. Il conto colturale, in tal caso, più che determinare l ammontare di un utile netto, avrà lo scopo di mettere in evidenza di quanto tale indice diventi maggiore o minore adottando l una o l altra coltura. Il bilancio parziale del conto colturale assume il seguente schema procedurale: A. Ricavi valore del prodotto principale; valore dei prodotti secondari; eventuali aiuti CE. B. Costi quota di assicurazione del prodotto; spese varie per sementi, concimi, antiparassitari, noleggi, ecc.; imposte e contributi; salari corrisposti per manodopera specificamente impiegata nella coltivazione in esame; stipendi per direzione, amministrazione e sorveglianza: si assume una percentuale del valore dei ricavi lordi (es. 6%); quota di spese generali: viene spesso determinata in modo arbitrario e scarsamente probatorio assumendo una percentuale sul valore dei ricavi lordi (es. 10%); interessi mediamente anticipati sui precedenti costi. p p d g im fi c fo g q p d m te c im le s e 1 2 Il conto colturale può anche essere utilizzato per la ricerca del costo unitario medio del prodotto principale di una data coltura. In tal caso, fra i costi occorre includere il Beneficio fondiario, mentre i ricavi devono comprendere soltanto il valore dei prodotti secondari. La differenza tra costi e ricavi, divisa per la quantità di prodotto principale ottenibile, costituisce, appunto, il suo costo di produzione unitario. Va esclusa, peraltro, la possibilità di determinare il costo di produzione di un prodotto secondario. p m v c N p z c im è c 4.2.2 Mezzi fertilizzanti. Dal punto di vista economico il mezzo fertilizzante consiste in un intervento teso ad elevare la produttività del terreno. Tipici mezzi fertilizzanti sono costituiti dai concimi chimici. Occorre rilevare che l uso dei mezzi chimici in agricoltura è un problema alquanto dibattuto per l impatto ambientale che essi provocano. Da più parti si insiste perché l uso di certi prodotti venga sempre più limitato e controllato, allo scopo di salvaguardare l ecosistema e la salute del consumatore; basti pensare alle misure di sviluppo rurale che concedono contributi a quegli agricoltori che attuano sistemi produttivi rispettosi dell ambiente ed effettuano interventi di conservazione del territorio rurale. Pertanto, l imprenditore che deve operare scelte relative all uso dei F im Utile netto 5 Ricavi 2 Costi M01_1_Economia_Agraria.indd 46 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini