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e omsi r el INDICI DI BILANCIO E ANALISI GESTIONALE M 51 Poiché l accumulazione iniziale calcolata al saggio agevolato corrisponde al capitale mutuato, si può anche eseguire la differenza tra l importo di detto capitale e l accumulazione delle rate al saggio corrente. Utilità del miglioramento. L utilità del miglioramento può essere espressa dall incremento di reddito (Rn o Bf ) conseguente alla miglioria. Considerando come indice il beneficio fondiario, si ha: U 5 Bft 2 Bf0 e n Altro modo di valutare l utilità è quello di esprimerla come incremento di valore che il fondo migliorato conseguirà a seguito dell esecuzione delle opere: i). o aa n o mi el U 5 Vft 2 Vf0 n o si a aa ai si i, ae o o, lai n ) ui il oe e u- bene precisare il significato degli indici t e 0: essi non si riferiscono a due momenti diversi, ma a due condizioni diverse: quella del fondo migliorato (t ) e quella del fondo da migliorare (0). Giudizi di convenienza economica. La misura dell utilità del miglioramento non è in grado, da sola, di esprimere un giudizio circa la convenienza economica a compiere le opere. Un dato miglioramento potrebbe, in certe circostanze, risultare utile ma non conveniente. Infatti, per esprimere un giudizio di convenienza, occorre confrontare l utilità che consegue all esecuzione di un opera, con il sacrificio che questa comporta. Anzitutto è necessario distinguere le opere di miglioramento in funzione della loro durata. A tale riguardo si possono avere: 1. miglioramenti di efficacia permanente; 2. miglioramenti di efficacia temporanea; 3. impianti arborei specializzati. L espressione del giudizio di convenienza nei miglioramenti richiede sempre la valutazione di tre grandezze economiche: il valore o il reddito del fondo migliorato, il valore o il reddito del fondo senza il miglioramento, infine il costo del miglioramento stesso. Queste tre grandezze devono essere riferite, per la comparazione, allo stesso momento. Nell esecuzione di un miglioramento, specialmente se di lunga durata, si distingue un periodo transitorio da un periodo permanente. Il primo va dall inizio alla fine del tempo tecnico necessario per l esecuzione delle opere, cioè fino al realizzarsi con carattere costante dei benefici delle stesse. Da questo momento inizia il periodo permanente. Generalmente, al fine di esprimere un giudizio di convenienza, le grandezze economiche vanno tutte riferite alla fine del periodo transitorio. Fanno eccezione le moderne tecniche di analisi costi benefici che, come vedremo, attualizzano tutti i valori: li portano cioè all inizio del periodo transitorio. Miglioramenti di efficacia permanente. Consideriamo, anzitutto, i miglioramenti di durata illimitata, ossia aventi un efficacia permanente. Per essi, la convenienza economica può essere espressa in termini di reddito, di valore (o di capitale), di fruttuosità. M01_1_Economia_Agraria.indd 51 M 6/14/18 4:32 PM

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini