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M 52 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA In termini di reddito il miglioramento è conveniente se l incremento di reddito (utilità del miglioramento) è maggiore o, al limite, uguale all interesse annuo del capitale immobilizzato (costo finale). In altre parole, il miglioramento risulta conveniente allorché il beneficio fondiario del fondo migliorato (Bft ) meno il beneficio fondiario del fondo senza il miglioramento (Bf0) sia maggiore o tutt al più uguale all interesse del costo totale del miglioramento (Kt ? r ): Bft 2 Bf0 $ Kt ? r dove: Kt 5 costo totale del miglioramento riferito al termine della sua esecuzione; r 5 saggio di approvvigionamento del capitale, oppure saggio relativo a impieghi concorrenti. In termini di capitale il miglioramento è conveniente se con esso il fondo consegue un aumento di valore superiore o, al limite, uguale al capitale immobilizzato. In sostanza, la convenienza sussiste se la differenza tra il valore di mercato del fondo col miglioramento (Vft ) e il suo valore senza il miglioramento (Vf0) è maggiore o al massimo uguale al costo totale del miglioramento (Kt ): Vft 2 Vf0 $ Kt Tra i due giudizi si possono ravvisare rapporti di interdipendenza. Infatti, qualora il saggio di interesse attribuibile al capitale speso fosse uguale ai saggi di capitalizzazione del fondo con, e senza, il miglioramento, dividendo per r entrambi i termini della prima espressione si otterrebbe la seconda: Bft 2 Bf0 $ r Kt # r rt 2 Bf0 r0 M d te q 4 ti ta il d p c s p u m $ Kt dove: rt 5 saggio di capitalizzazione per fondi del tipo di quello migliorato; r0 5 saggio di capitalizzazione per fondi simili a quello da migliorare. Un terzo modo di giudicare la convenienza economica dei miglioramenti è basato sull indice della fruttuosità. Si dice fruttuosità del miglioramento il saggio di interesse al quale il capitale risulta investito nel miglioramento stesso. Poiché il capitale investito è rappresentato dal costo delle migliorie, mentre l interesse derivante dall investimento è di fatto costituito dall incremento di reddito conseguente all intervento, ne deriva che la fruttuosità si ottiene come rapporto tra utilità e costo: Bft 2 Bf0 f5 Kt M01_1_Economia_Agraria.indd 52 s fe r Si tenga, però, presente che i saggi di capitalizzazione, concettualmente diversi dal saggio di provvista del capitale monetario, possono diversificarsi anche in relazione al differente rischio che caratterizza il fondo migliorato rispetto a quello non migliorato. I due giudizi possono, quindi, risultare diversi, come si evidenzia indicando la precedente espressione con i seguenti termini: Bft m L 6/14/18 4:32 PM 4 im a b

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini