4.3.4 Impianti arborei

o el o ao- e; hi e o al il oa al e oa g- o e no a INDICI DI BILANCIO E ANALISI GESTIONALE M 53 Per esprimere la convenienza in termini di fruttuosità si confronta la fruttuosità del miglioramento con il saggio r di provvista del capitale (o di investimenti concorrenti). La convenienza è positiva se si verifica la seguente condizione: f $r La fruttuosità assume particolare importanza per effettuare una scelta fra diversi possibili miglioramenti. La scelta più conveniente corrisponde a quell intervento che conferisce al capitale investito la maggiore fruttuosità. Miglioramenti di efficacia temporanea. Per queste opere, nel determinare il reddito del fondo migliorato, deve essere considerata, fra i costi di esercizio, la quota di reintegrazione del costo della miglioria. Il capitale immobilizzato nel miglioramento dovrà, quindi, essere ricostituito nel periodo di efficacia dell opera. 4.3.4 Impianti arborei. I miglioramenti costituiti da impianti arborei (frutteti, vigneti, ecc.) rappresentano un caso del tutto particolare. Essi, infatti, hanno efficacia limitata alla durata del ciclo produttivo, ma presentano un particolare carattere in quanto il reddito annuo dell arboreto non è costante, ma varia nelle diverse fasi del ciclo produttivo. Peraltro, questo reddito annuo variabile può essere trasformato, con idoneo procedimento finanziario, in una poliennalità costante: p 5 g n0 (P 2 S ) Mediante una nota formula finanziaria è possibile calcolare il corrispondente beneficio fondiario medio costante come quota di reintegrazione della suddetta poliennalità. evidente che questo beneficio fondiario rappresenta il reddito del fondo migliorato. In sostanza si avrà: r n Bft 5 g 0 (P 2 S ) ? n q 21 Si può osservare, ancora, che il reddito del fondo migliorato (Bft ) calcolato nel modo suddetto risulta, rappresentato al netto del costo del miglioramento, dalle spese di impianto, che ovviamente figurano nella citata sommatoria. Pertanto il giudizio si limita a un confronto tra il reddito annuo ante-miglioramento e il reddito annuo post-miglioramento. L impianto risulta conveniente se si verifica la seguente condizione: M Bft $ Bf0 4.4 Scelta dell indice di convenienza. La scelta, per l imprenditore, del modo di impostare il giudizio di convenienza dipende dalle singole situazioni pratiche. I casi possibili sono: a. un proprietario che, dopo aver migliorato il fondo, intende venderlo. L indice di convenienza è, in tal caso, il valore fondiario, è cioè rapportato alla maggiore somma ricavabile dalla vendita, a seguito del miglioramento, rispetto al costo dello stesso: Vft 2 Vf0 $ Kt b. un proprietario che conduce direttamente il fondo. Gli indici di convenienza tipici sono il reddito netto o la fruttuosità; infatti questo imprenditore cercherà, dal miglioramento, un maggior reddito ed è importante tener presente come in questo M01_1_Economia_Agraria.indd 53 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini