4.4.1 Limiti dell’analisi tradizionale

M 54 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA caso il reddito non è dato dal solo Bf, ma dal reddito netto dell imprenditore proprietario, cioè dal reddito fondiario (Rf ): Rft 2 Rf0 $ Kt ? r f5 Rft 2 Rf0 $r Kt c. un proprietario che affitta e intende continuare ad affittare il fondo: l indice di con- venienza da assumere è il beneficio fondiario o anche la fruttuosità; in questo caso il reddito coincide col solo Bf ricavato dal canone di affitto: Bft 2 Bf0 $ Kt ? r ta Q v Bft 2 Bf0 $r Kt c f5 d. un affittuario che, nel rispetto delle procedure di legittimazione previste, intende eseguire miglioramenti su fondo altrui: l indice è dato dal reddito netto, ma occorre tener presente che l affittuario godrà del beneficio relativo al miglioramento soltanto per un periodo di tempo delimitato (residua durata del contratto d affitto) e che, alla cessazione del rapporto contrattuale, potrà ricevere un indennizzo da parte del concedente per il miglioramento eseguito. In tal caso il giudizio assumerà la forma seguente: qn 2 1 1 1 Rnt 2 Rn0 2 # # n $ Kt 2 Ind # n r q q dove: n 5 tempo intercorrente tra la fine del miglioramento e la fine del contratto d affitto. 4.4.1 Limiti dell analisi tradizionale. Gli indici di convenienza economica precedentemente considerati rientrano in quella che oggi viene definita come analisi tradizionale, la quale si fonda sul confronto tra utilità del miglioramento e sacrificio necessario per conseguire detta utilità. Questo sacrificio viene misurato o attraverso l espressione monetaria del capitale immobilizzato (costo del miglioramento) o attraverso la redditività di detto capitale (interesse annuo sul costo). In ogni caso si fa riferimento a una soddisfacente remunerazione del capitale investito. Il principio di considerare conveniente un intervento fondiario a condizione che il capitale investito dia una soddisfacente remunerazione non è sempre ritenuto valido. Si tende, invece, a riconoscere che molti investimenti, soprattutto se attuati da imprese diretto-coltivatrici, non risultano finalizzati esclusivamente alla redditività del capitale. Inoltre l analisi classica presume che il giudizio di convenienza si collochi in un orizzonte temporale illimitato, mentre il dinamismo delle moderne imprese rende incerta ogni previsione che si spinga oltre un certo orizzonte economico (considerato, al massimo, della durata di venticinque anni). Per i motivi esposti si ritiene che in molti casi l analisi classica sia insufficiente a esprimere da sola la convenienza economica di un opera di miglioramento fondiario e debbano essere presi in considerazione altri modelli di analisi. Fra questi ricordiamo il tempo di ritorno del capitale e l Analisi Costi-Benefici (ACB). M01_1_Economia_Agraria.indd 54 Il c d s s p a s 6/14/18 4:32 PM c L la in n s n m ta 1 2 3 s s m b p ti te r 4 a b tu

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini