4.5 Meccanizzazione aziendale

M 56 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA al saggio di approvvigionamento del capitale; 4) il tempo di ritorno del capitale risulta inferiore alla durata complessiva dell opera. Se, per contro, lo scopo dell analisi è quello di effettuare una scelta tra diversi investimenti, possono verificarsi ipotesi diverse. Se, per esempio, i diversi investimenti si escludono vicendevolmente, sarà da preferire quello cui corrisponde il maggior valore attuale netto. Se, invece, lo scopo di ordinare diversi progetti secondo un ordine di priorità (magari per scaglionarne nel tempo la realizzazione), sarà più indicato l indice costituito dal rapporto benefici/costi, oppure quello basato sul tempo di ritorno del capitale. 4.5 Meccanizzazione aziendale. Per meccanizzazione si intende l impiego di macchine, sia motrici sia operatrici, in sostituzione del lavoro umano e animale. Il problema che si pone oggi non è quello di giudicare se sia opportuna o meno la meccanizzazione, bensì di stabilire se convenga che l azienda acquisti direttamente le macchine o ricorra a forme alternative di impiego (noleggio, cooperazione). Nelle piccole aziende, per esempio, le macchine hanno brevi tempi di utilizzazione: i costi costanti risultano di notevole peso e si entra nell area della minore economicità d acquisto. In tal caso le forme che possono permettere di risolvere il problema rientrano nell associazionismo e nello sviluppo della cooperazione, oppure nel ricorso al noleggio. II giudizio economico in materia di meccanizzazione va impostato mediante il confronto dei bilanci totali, quando la macchina comporta profonde modificazioni nell ordinamento produttivo e nella tecnica colturale, oppure confrontando i costi delle operazioni eseguite con e senza il mezzo meccanico, quando l introduzione della macchina non incide notevolmente sull ordinamento aziendale nel suo complesso. Nel primo caso, l introduzione della macchina risulterà conveniente se il reddito netto ne verrà maggiorato; nel secondo, se il costo dell unità di lavoro fornita dalla macchina risulterà inferiore a quello dell unità di lavoro relativa al mezzo che si vuole sostituire (es. lavorazione a mano, o con altre macchine, oppure costo unitario del noleggio). II tipo di unità di lavoro da assumere varia a seconda della natura del servizio richiesto (es. ora di lavoro, tonnellata di prodotto, ettaro di superficie). Il costo di esercizio di una macchina comprende i costi seguenti. a. Costi costanti (Kc): risultano indipendenti dall uso che si fa della macchina, nel senso che rimangono costanti qualunque sia il numero di unità di lavoro che la macchina è chiamata a fornire. Essi graverebbero anche sulla macchina che non lavorasse affatto. Di solito si valutano nella loro incidenza annua. b. Costi variabili (Kv): sono soggetti a variazioni, anche se non sempre in modo rigidamente proporzionale, al variare delle unità di lavoro fornite dalla macchina. Di solito sono valutati sulla base della loro incidenza per unità di lavoro specifico (ora, tonnellata, ettaro). Fra i costi costanti (Kc) si annoverano i seguenti. 1. Fitto o prezzo d uso del locale di ricovero: può essere valutato come quota di canone da corrispondere per il fitto della rimessa, ovvero quale somma delle quote e degli interessi relativi al valore di costruzione del locale stesso. In questo ultimo caso si stima che il prezzo d uso del ricovero sia pari a circa il 10% del costo di costruzione, oppure al 2-3% del valore a nuovo della macchina. M01_1_Economia_Agraria.indd 56 6/14/18 4:32 PM 2 3 4 5 6

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini