4.6.3 Bilancio di stalla

la al eie, uni e e e o ei a- r a e oel a a g. e n ue. tidi o e n- ni ae aa e INDICI DI BILANCIO E ANALISI GESTIONALE M 61 Nel linguaggio corrente si usa esprimere la quota di rimonta con una percentuale dello scarto sul totale della popolazione presente nell allevamento. Così, se la carriera produttiva è di dieci anni, la rimonta è del 10%; se la carriera si riduce a cinque anni, la rimonta è del 20%, e così via secondo le possibili durate della carriera produttiva. Tale modo di esprimere la rimonta tiene conto del solo tasso fisico (percentuale di scarto) e non del tasso economico (percentuale di valore che si perde). In effetti tale operazione ha un peso economico, rappresentato dal suo costo. Il costo annuo della rimonta può essere valutato come differenza (misurata capo a capo) fra il valore al momento dell introduzione in allevamento e il valore al momento della sostituzione, il tutto suddiviso fra gli anni di permanenza in allevamento: Q5 V2R n oppure Qr 5 1 V 2 R 2 r q 21 n dove: Qr 5 quota annua di rimonta; V 5 valore al momento dell introduzione; R 5 valore al momento della sostituzione; n 5 durata della carriera produttiva. Un altro procedimento di valutazione del costo della rimonta consiste nel fare la differenza di valore fra tutti i capi annualmente introdotti e l eguale numero di capi sostituiti. In pratica la sostituzione dei capi vecchi con animali giovani può essere fatta: attingendo al mercato (rimonta esterna); attingendo all allevamento aziendale (rimonta interna). Nel primo caso tutto il peso vivo mantenibile con la disponibilità foraggera aziendale è rappresentato da animali adulti in produzione; nel secondo, invece, parte della potenzialità dell allevamento è riservata ad animali giovani allevati per la rimonta (allievi). In larga approssimazione si può considerare che, mediamente, per le vacche da latte, il peso degli animali in produzione rappresenti il 75-80% del peso vivo mantenibile, ammessa una carriera produttiva variabile da 5 a 7 anni. evidente che protraendo la carriera produttiva aumenta proporzionalmente la percentuale di capi adulti in produzione. 4.6.3 Bilancio di stalla. Il bilancio di stalla si imposta contrapponendo ricavi e costi. Tra i ricavi devono figurare gli elementi seguenti. 1. Letame: viene prodotto in quantità che, secondo Thaer, per i bovini è pari a circa 30 volte il peso vivo. 2. Prodotti dell allevamento (latte, carne, lavoro, pelli, ecc.). Fra i costi occorre considerare: 1. quote riguardano la reintegrazione, manutenzione e assicurazione di macchine, attrezzature e finimenti, la rimonta (qualora non sia già stata calcolata nell utile di stalla), l assicurazione del bestiame; 2. spese varie di stalla comprendono i costi per mangimi e lettimi (deve escludersi il valore dei foraggi prodotti in azienda se lo scopo del bilancio è la determinazione del loro valore di trasformazione), veterinario, medicinali e disinfettanti, monte, illuminazione, consumo di acqua ed energia elettrica; 3. tributi rappresentano un costo connesso di difficile quantificazione e che potrebbe rientrare nella quota di spese generali; è determinabile forfettariamente in misura pari al 3-5% dei ricavi; 4. salari e contributi; 5. stipendi hanno un incidenza pari al 4-6% del ricavo; M01_1_Economia_Agraria.indd 61 M 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini