5.1 Attività agrituristica

M 66 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA 5.1 Attività agrituristica. L agriturismo è una forma di turismo nella quale il turista è ospitato presso un azienda agricola e l accoglienza è organizzata in connessione con l attività agricola; con varie denominazioni è presente in diversi Paesi: in alcuni non si distingue l agriturismo dal turismo rurale; in altri si accentua l attenzione sullo stretta connessione con l attività agricola e sull aspetto solo sussidiario dell attività turistica. In alcuni Paesi ancora prevale l aspetto di una collaborazione lavorativa dell ospite, mentre in altri egli è solo un turista. 5.1.1 Agriturismo in Italia. La definizione di agriturismo è stata coniata a metà degli anni Sessanta. Dopo un periodo di promozione culturale e politica, l agriturismo è entrato per la prima volta nella legislazione italiana, a livello locale, nel 1973 (provincia autonoma di Trento); a livello statale, la prima legge-quadro per la disciplina del settore è stata emanata nel 1985 (legge 5 dicembre 1985, n. 730). Attualmente sono vigenti una nuova legge-quadro statale (legge 20 febbraio 2006, n. 96), che indica alle Regioni i principi generali di definizione dell attività agrituristica, e leggi regionali che indicano alle imprese criteri e limiti per l esercizio dell attività stessa. Secondo la legge 96/2006, per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione e complementarietà rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame, che dovranno comunque rimanere principali. Lo svolgimento di attività agrituristiche non costituisce distrazione dalla destinazione agricola dei fondi e degli edifici interessati. Pertanto le attività agrituristiche consistono, essenzialmente, nella trasformazione di un azienda agraria, avente una fisionomia limitata al settore di attività primaria, in un azienda di tipo misto, produttivo-alberghiero, ossia che coinvolge sia l attività primaria dell agricoltura sia il settore terziario del turismo alberghiero. La normativa vigente considera che la promozione di forme idonee di turismo nelle campagne possa favorire lo sviluppo e il riequilibrio del territorio agricolo, migliorare la conservazione e la tutela dell ambiente, valorizzare i prodotti tipici, tutelare e promuovere le tradizioni e le iniziative culturali del mondo rurale, sviluppare il turismo sociale e giovanile, migliorare i rapporti tra la città e la campagna. Rientra pertanto fra le attività agrituristiche: a. dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori; b. somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcolico e superalcolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG o compresi nell elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali; c. organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di vini; d. organizzare, anche all esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell impresa, attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, nonché escursionistiche e di equiturismo, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale. Possono essere utilizzati per le attività agrituristiche i locali siti nell abitazione dell imprenditore agricolo ubicata nel fondo, nonché gli edifici, o parte di essi, esistenti nel fondo e non più necessari alla conduzione dello stesso. M01_2_Economia_Agraria.indd 66 5/31/18 11:02 AM lo e a p r z a p o c d s m a p c c p d r c è a c s p 5 n s b e c s o q o s im fo p

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini