5.2.1 Imprese di produzione forestale

M 68 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA L impresa (agricola) forestale integrale è caratterizzata da cicli di produzione che tecnicamente prendono l avvio dalla costituzione del soprassuolo per terminare con la vendita degli assortimenti legnosi a diversi livelli di trasformazione. L impresa (industriale) di utilizzazione forestale opera, invece, nel settore della trasformazione degli alberi che ha acquistato in piedi, con la riduzione degli stessi in assortimenti legnosi e provvede al loro collocamento sul mercato. L impresa forestale integrale si riscontra generalmente nella gestione dei boschi assestati a ciclo annuo come pure dei soprassuoli destinati, soprattutto, alla produzione di legna da combustibile. Per i boschi ordinati a ciclo periodico e per quei soprassuoli che danno origine ad assortimenti di pregio è diffusa la presenza contemporanea di imprese di produzione e di imprese di utilizzazione. Fra le imprese di produzione forestale e quelle di utilizzazione si verifica un certo grado di intercambiabilità in funzione di scelte che per lo più non sono predeterminate, ma effettuate di volta in volta in relazione a fattori interni ed esterni all azienda stessa. 5.2.1 Imprese di produzione forestale. Le imprese di produzione forestale e la relativa organizzazione sono generalmente legate ai caratteri dei boschi cui fanno riferimento, che possono essere sia comprensivi sia particellari . I boschi particellari sono quelli che usualmente non danno origine a imprese esclusivamente forestali. Tali boschi, nella realtà italiana, per lo più costituiscono una parte, spesso anche rilevante, di aziende miste. Il ruolo svolto da tali boschi, come pure da quelli comprensivi, nell ambito delle aziende agricole, è stato di notevole rilevanza sia per la produzione legnosa sia per l armonizzazione dei calendari di lavoro sia per le risorse alimentari che essi hanno fornito al bestiame attraverso il pascolo. Attualmente gran parte di questi boschi ha sostanzialmente modificato la loro posizione nel quadro dell economia aziendale. Infatti, a causa delle profonde trasformazioni delle strutture che si sono verificate negli ultimi decenni, essi non hanno più un ruolo importante nella formazione del reddito. Nel contempo è però cresciuto l apprezzamento per talune funzioni del bosco (es. la destinazione a riserva di caccia, la fruizione ambientale, la destinazione ad area protetta) tali da incidere in maniera anche rilevante sulla formazione dei valori fondiari. I boschi comprensivi danno origine ad imprese esclusivamente forestali e a imprese miste, con prevalenza delle prime. Sono sparsi su tutto il territorio nazionale e in particolare nell arco alpino, come pure nell ambito di alcune grosse superfici forestali annesse a fattorie ubicate nelle zone dell Appennino centrale. Sul piano generale si può affermare che nell ambito del settore forestale si verifica una coesistenza tra imprese private e pubbliche. proprio a queste ultime che afferisce la maggior parte delle imprese di produzione esclusivamente forestali. Poiché l imprenditore pubblico dovrebbe perseguire una serie di obiettivi in via prioritaria di natura fisica e biologica, e conseguentemente di natura economico-finanziaria, diventa complessa e delicata per questo settore qualunque stima. Si può osservare, pertanto, che il campo delle valutazioni della impresa forestale risulta limitato e inglobato in quello più ampio delle imprese miste nelle quali confluiscono, in prevalenza, le attività forestali degli imprenditori privati. I boschi italiani si caratterizzano, poi, per la notevole difformità nei vari ambienti (alpino, appenninico, mediterraneo) dalla gestione selvicolturale, che passa da forme estensive M01_2_Economia_Agraria.indd 68 5/31/18 11:02 AM a d a s g s z d c e q e d p li F c q le g p v v d p v in a V p b r 5 c d e v p im u a c r c e s

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini