SEZIONE M

ul eei e li oe a si n ae Si vi ri mde, e rvi a e a, iie a edi è rdi na ano, IMPRESA AGRICOLA, MERCATO E FATTORI PRODUTTIVI M 7 ecc., tecnicamente rispondenti, in termini qualitativi e quantitativi, al conseguimento della produzione. L attività d impresa, svolta da uno o più imprenditori (società), concerne i compiti organizzativi e gestionali dell azienda. L impresa è pertanto un attività intrapresa da una o più persone allo scopo di realizzare una produzione assumendosi i rischi inerenti l attività stessa, l azienda è il mezzo strumentale attraverso la quale l impresa realizza i propri fini. Un impresa può condurre più aziende contemporaneamente, mentre non esiste il caso contrario, anche se per ogni impresa gli imprenditori possono essere più di uno (società). Si passa quindi da un concetto oggettivo (azienda) a uno soggettivo (gestione dell azienda da parte dell imprenditore) di impresa, che rappresenta, quindi, una unità economica o un unità di gestione. La distinzione teorica tra il concetto di azienda e quello di impresa (e di imprenditore) viene recepita, sul piano normativo, ed è rinvenibile nel codice civile italiano, dove si definisce: a. azienda (art. 2555) il complesso di beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa ; b. imprenditore (art. 2082) chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi . Inoltre, il codice civile all art. 2135 definisce l imprenditore agricolo come chi esercita un attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all allevamento del bestiame e attività connesse . Le aziende agrarie si dedicano alla coltivazione del suolo e all allevamento del bestiame (attività tra loro connesse) e, talvolta, alla prima lavorazione e trasformazione dei beni prodotti. Secondo il criterio del fine si distingue tra: a. aziende a scopo di lucro, più propriamente dette imprese, anche se tale denominazione viene di fatto usata per tutte le aziende di produzione; b. aziende senza scopo di lucro, che svolgono la loro attività produttiva senza mirare al conseguimento di profitti, ma con l obiettivo di coprire i costi; sono pertinenti ad un soggetto pubblico o hanno carattere mutualistico (società cooperative). Secondo la struttura legale (forma giuridica) si hanno: a. aziende a struttura individuale, pertinenti ad una sola persona fisica, di solito di modeste dimensioni, spesso presenti in agricoltura; l impresa individuale è regolata dall art. 2135 del codice civile che recita è imprenditore agricolo chi esercita un attività diretta alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura, all allevamento del bestiame e attività connesse . Si ritengono connesse le attività dirette alla trasformazione o all alienazione dei prodotti agricoli, quando esse rientrano nell esercizio normale dell agricoltura; b. aziende a struttura collettiva o societaria: appartengono a più persone fisiche e assumono una delle strutture societarie contemplate dalla legge; di norma assumono dimensioni maggiori dell impresa individuale; queste, a loro volta, si suddividono in: 1. società semplici (società di fatto; società semplice); 2. società commerciali distinte in società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice) e società di capitali (società a responsabilità limitata; società per azioni; società in accomandita per azioni). M01_1_Economia_Agraria.indd 7 M 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini